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Gyokeres, Inacio, Nuno Mendes ma non solo: Amorim e l'enorme lavoro di valorizzazione allo SportingTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 14:11Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Gyokeres, Inacio, Nuno Mendes ma non solo: Amorim e l'enorme lavoro di valorizzazione allo Sporting

Ruben Amorim sembra ormai prossimo a diventare il nuovo allenatore del Milan: allo Sporting Lisbona ha vinto e ha valorizzato tanti calciatori

Il condizionale è d'obbligo perché quando c'è di mezzo il Milan è impossibile avere certezze fino alle ufficialità, ma sembra che il prescelto come prossimo allenatore rossonero sia Ruben Amorim. Il portoghese, classe 1985, è attualmente senza squadra dopo essere stato esonerato a gennaio dal Manchester United: l'avventura ad Old Trafford è stata tutt'altro che positiva. Amorim si è scontrato con la dura realtà di un club enorme in una crisi enorme, con tutto quello che ne consegue tra pressioni e via discorrendo. Aggiungiamoci anche il rapporto deficitario con calciatori importanti come Mainoo e Bruno Fernandes ed ecco spiegato, almeno in parte, il tonfo rumoroso del giovane manager in Inghilterra. Ora ha ovviamente bisogno di rilanciarsi, riuscire a risollevare il Milan darebbe un boost incredibile alla sua carriera: capiamo quindi il suo entusiasmo nonostante il Diavolo, ad oggi, dia pochi segni di vita.

Nell'immaginario comune quindi oggi è visto come un allenatore in difficoltà e non in ascesa. Tornando indietro due anni, prima del suo passaggio al Manchester United, la situazione era opposta. Con il suo lavoro allo Sporting Lisbona era uno dei tecnici più "in" d'Europa, nonché tra i più ricercati. A Lisbona è stato "storico": ha vinto 2 campionati portoghesi, uno nel 2020-21 e l'altro nel 2023-24. Il primo fu molto sentito perché interruppe un digiuno di 19 anni per lo Sporting. Alle vittorie in campionato si aggiungono due Coppe di Lega portoghesi e una Supercoppa portoghese. Un curriculum importante, ma è stato ancora più importante il suo lavoro in Portogallo con tanti giovani o calciatori da far esplodere definitivamente: nel suo 3-4-2-1 Amorim ha dato vita (o nuova vita) a tanti giocatori che poi sono sbocciati definitivamente e sono andati a finire nei top 5 campionati europei. Vediamo i più importanti, sottolineando ovviamente che in queste situazioni non è mai solo il lavoro dell'allenatore o solo il talento del singolo a fare la differenza: si vince e si cresce quando c'è armonia in campo, in spogliatoio, in società e nell'ambiente.

IL LAVORO DI AMORIM: VIKTOR GYOKERES

Il lavoro più importante e visibile di Amorim è stato quello di costruire un sistema offensivo perfettamente cucito addosso a Viktor Gyökeres. L'allenatore portoghese ha esaltato le sue qualità nelle transizioni, garantendogli spazio da attaccare, libertà di partire largo e la possibilità di ricevere il pallone in corsa anziché spalle alla porta. In questo contesto Gyökeres è diventato una macchina da gol, superando i 40 gol nel 2023-24 e addirittura i 50 nella stagione successiva. 

IL LAVORO DI AMORIM: FRANCISCO TRINCAO

Quando Amorim ha ritrovato Francisco Trincão, il talento portoghese arrivava da esperienze deludenti tra Barcellona e Wolverhampton. La svolta è arrivata grazie a un utilizzo più interno al campo, con meno compiti difensivi e maggiore libertà creativa tra le linee. In questo modo Trincão ha ritrovato fiducia e continuità, tornando a incidere con gol e assist fino a diventare uno dei migliori assist-man del campionato portoghese e a rilanciarsi anche con la nazionale portoghese.

IL LAVORO DI AMORIM: JOAO PALINHA

Amorim ha trasformato João Palhinha da centrocampista affidabile a giocatore di livello internazionale. Nel suo 3-4-2-1 lo ha reso il punto di riferimento davanti alla difesa, affidandogli il compito di proteggere gli equilibri della squadra. Grazie a questo ruolo Palhinha è cresciuto nelle letture difensive, nel posizionamento e nella leadership, diventando uno dei migliori mediani del campionato portoghese prima del salto in Premier League e successivamente al Bayern Monaco. Nel passaggio ad una realtà così grande, dal Fulham al Bayern, si è un po' perso: l'ultima stagione l'ha giocata in prestito al Tottenham.

IL LAVORO DI AMORIM: MATHEUS NUNES 

Tra le intuizioni più importanti di Amorim c'è stata quella di trasformare Matheus Nunes in un moderno centrocampista box-to-box. Partendo da una situazione in cui oscillava ancora tra prima squadra e squadra B, il tecnico gli ha concesso libertà di conduzione e di attacco degli spazi, valorizzando la sua straordinaria progressione palla al piede. Nunes è così diventato uno dei centrocampisti più dominanti del campionato portoghese, migliorando negli inserimenti offensivi e nella gestione del pallone sotto pressione. Al Wolverhampton ha fatto molto bene, al Manchester City Guardiola l'ha poi trasformato in un terzino destro.

IL LAVORO DI AMORIM: PEDRO PORRO

Pedro Porro era considerato un buon terzino offensivo, ma con Amorim è diventato un esterno a tutta fascia di livello superiore. Nel sistema dello Sporting ha potuto spingere costantemente grazie alla copertura garantita dalla difesa a tre, sviluppando soprattutto qualità nell'ultimo passaggio e nella produzione offensiva. I suoi numeri tra assist e occasioni create lo hanno reso uno dei migliori esterni della Primeira Liga, fino a guadagnarsi il trasferimento al Tottenham. Anche qui, nonostante le enormi difficoltà degli Spurs, è spesso tra i migliori.

IL LAVORO DI AMORIM: NUNO MENDES 

Uno dei maggiori meriti di Amorim è aver lanciato Nuno Mendes quando era ancora giovanissimo. Promosso titolare a soli 18 anni, è stato impiegato come esterno a tutta fascia per sfruttarne atletismo, velocità e capacità di coprire grandi porzioni di campo. Con il passare delle stagioni è cresciuto soprattutto sotto l'aspetto tattico, migliorando nella fase difensiva e nella scelta dei tempi di sovrapposizione prima di affermarsi allo Sporting, al PSG e in nazionale. Grazie al lavoro di Luis Enrique ad oggi è senza dubbio il laterale sinistro più forte e determinante al mondo.

IL LAVORO DI AMORIM: GONCALO INACIO 

Amorim ha avuto un ruolo decisivo anche nella crescita di Gonçalo Inácio. Inserito stabilmente nella difesa a tre, il centrale mancino è stato abituato da subito a costruire il gioco dal basso come un vero regista arretrato. È diventato uno dei difensori più interessanti del panorama europeo e una presenza fissa nella nazionale portoghese: c'è anche lui al Mondiale.

IL LAVORO DI AMORIM: PEDRO GONCALVES

Con Amorim, Pedro Gonçalves è passato da una bella promessa all'essere protagonista assoluto dello Sporting. L'allenatore ha costruito un sistema che gli permetteva di occupare costantemente gli spazi tra le linee e di arrivare con continuità in zona gol. Il risultato è stato straordinario: capocannoniere della Primeira Liga con 23 reti nella stagione del titolo 2020-21.

IL LAVORO DI AMORIM: MANUEL UGARTE

Amorim ha accelerato la maturazione di Ugarte trasformandolo in uno specialista del recupero palla e della pressione aggressiva. Nel sistema dello Sporting ha imparato a difendere in spazi aperti grazie a un'ottima intelligenza tattica. Le sue prestazioni gli hanno aperto le porte del PSG e successivamente del Manchester United, dove non è più riuscito ad esprimersi agli stessi livelli (altissimi) mostrati in Portogallo.

IL LAVORO DI AMORIM: GENY CATAMO

Geny Catamo rappresenta uno degli esempi più recenti della capacità di Amorim di reinventare i giocatori. Nato come ala offensiva ancora piuttosto acerba, è stato trasformato in un esterno a tutta fascia capace di abbinare corsa, intensità e disciplina tattica. Il lavoro sulla fase difensiva e sulla continuità di rendimento lo ha reso una pedina fondamentale nello Sporting che ha conquistato il secondo titolo sotto la guida di Amorim.

Riuscirà a fare un lavoro del genere anche al Milan? Serve di sicuro la materia prima, ma anche un ambiente compatto, dirigenti pronti a difenderlo e calciatori desiderosi di ascoltare le idee del mister. Gli ultimi anni, sotto tutti questi punti di vista, non sono molto incoraggianti. Ma Amorim sembra ormai pronto a ricominciare con questa nuova, difficile sfida che si chiama Milan.