Seedorf insegna, il Faraone apprende
Matteo Calcagni
La squadra campione in carica contro l'ultima della classe, ferma a zero punti su tre gare disputate: se il calcio fosse una scienza esatta, non ci sarebbero dubbi sull'esito della contesa. Questo sport invece è illogico e variabile, tanto da tramutare un semplice Milan-Cesena in una sorta di "finale di bassa stagione". Bonera, Mexes, Antonini; Ambrosini, Flamini, Gattuso, Boateng; Robinho, Ibrahimovic, Pato: un'intera formazione (un po' sbilanciata e senza portiere) ferma per infortuni di varia entità. Basterebbe questa moria, unita ad una classifica poco scintillante, per spiegare quanto sia stato importante il successo contro i romagnoli. Un'emergenza totale che, a prescindere dal blasone e dal volume della rosa, avrerebbe messo in ginocchio qualsiasi compagine europea, comprese le superpotenze inglesi e spagnole. Il Milan non si è disunito, nemmeno dopo la pesante sconfitta di Napoli, nemmeno dopo l'infortunio di Abbiati contro l'Udinese. Il Diavolo si è stretto ai superstiti, raccogliendo il massimo da ognuno di loro: da Thiago Silva a Nesta, da Aquilani a Nocerino, da van Bommel a Seedorf, da El Shaarawy a Cassano. Proprio Cassano, dato universalmente per partente in estate, è diventato una colonna portante di questa squadra, moralmente e tecnicamente insostituibile. Il barese non salta una partita dal post-Supercoppa. Nazionale, amichevoli, gare ufficiali: l'ex blucerchiato è stato sempre presente, sempre titolare e spremuto all'osso. Sono ruotati i compagni di reparto (Ibra, G. Rossi, Boateng Prince, Boateng Kingsley, Pato, Emanuelson, Comi, Ganz ed El Shaarawy), non è cambiata la sostanza: Fantantonio non è più soltanto fumo, ma è tanto, tantissimo, arrosto.
Se il Milan, nonostante un settembre del genere, riesce ancora a restare a galla, molto lo deve anche ad Antonio Cassano: bistrattato in estate, ma professionalmente ed umanamente impeccabile. Chapeau. Applausi, ovvi e meritati, anche all'ultima gemma di Clarence Seedorf: come contro Fiorentina e Sampdoria la scorsa stagione, l'olandese ha saputo sbloccare una gara complicatissima, disputando nel complesso una gara da 10 e lode. Allegri ha parlato di clonazione e non è facile dargli torto. Menzione finale per Pato ed El Shaarawy. Dalla caduta (rovinosa e ripetuta) del primo, è cominciata l'ascesa del secondo. A Milanello vogliono vederci chiaro, ma il leitmotiv sta diventando una litania quasi disarmante. La speranza è che Alexandre possa finalmente riemergere dalle ombre dei suoi infortuni, come fece Ambrosini qualche anno or sono. Se un Papero piange un Faraone ride: El Shaarawy, tre presenze ed un gol con la maglia del Milan, ha già dato un primo assaggio del suo potenziale. Occorre però riallacciarsi, ancora una volta, alle sagge parole del Professor Seedorf: "Speriamo che l'Italia lo tratti bene". Stephan ha bisogno di equilibrio nei giudizi e nelle aspettative: stupirà e sbaglierà tanto, ma alla fine, più o meno pazientando, il Milan ne raccoglierà i frutti.


