La metamorfosi di Fantantonio
Matteo Calcagni
"Non è adatto a questo Milan", "Non è pronto ad accettare la concorrenza", "Lo spogliatoio non lo accetta", eccetera eccetera... In estate, e non solo, si sono rincorsi rumours su rumours, tutti volti a bersagliare Antonio Cassano e la sua permanenza in rossonero. E' vero che, a luglio, l'attaccante pugliese non era proprio convinto sul suo futuro: la concorrenza era serrata, il timore di rimanere ai margini elevato. Il Milan, invece che scaricarlo, ha deciso di aiutarlo e responsabilizzarlo, ricevendone i frutti in questo settembre falcidiato dagli infortuni. L'ex blucerchiato, dal dopo Supercoppa, ha giocato titolare in tutte le gare disputate: sia in rossonero che in azzurro. Le convinzioni e l'autostima sono aumentati, rendendo il ventinovenne barese un punto di riferimento e una pedina fondamentale per Massimiliano Allegri.
In questo difficoltoso inizio di stagione, mentre tutti o quasi si sono bloccati in infermeria, Cassano ha guidato il reparto offensivo in tutte le occasioni, faticando e lottando fino allo stremo. Seconda punta, esterno, centravanti: Antonio ha svolto tutti i ruoli dell'attacco, cambiando i compagni di reparto e prodigandosi anche al lavoro sporco. Dove sarebbe ora il Milan senza Cassano e, viceversa, dove sarebbe Cassano senza il Milan? Un connubio che, dopo un apporto importante da gennaio a maggio, si sta ulteriormente cementando. Fantantonio si è trasformato: da eterno "Peter Pan" a leader solido e decisivo. Il Diavolo ha trovato un nuovo affidabilissimo alleato, con buona pace di chi lo dava (e forse voleva) fuori da Milanello.


