La lezione di Pirlo e un patrimonio da tutelare
Francesco Somma
E’ soltanto Milan-Cesena, direbbe qualcuno. In fondo è arrivata contro un avversario decisamente alla mano, ma è pur sempre la prima vittoria del campionato. Non una partita, e una vittoria, come le altre, soprattutto perché giunta al quarto tentativo e con un elenco degli infortunati lungo come vorremmo non vederlo mai più. Cos’è cambiato dall’Udinese al Cesena? La prima risposta che viene alla mente è quella più scontata: la forza dell’avversario. Ma a ben vedere, quello ammirato sabato sera è stato tutto un altro Milan, e soprattutto, tutto un altro Seedorf. Non c’è niente da fare, quando si scende in campo con la consapevolezza di avere accanto qualcuno pronto a prenderti per mano nel momento buio, è tutta un’altra cosa. Oltre ad un Cassano finalmente irrefrenabile e sicuro di sé, San Siro ha potuto riabbracciare il Professore, l’atleta più discusso degli ultimi tre anni, ma senza dubbio uno dei più illustri interpreti che l’orchestra calcistica rossonera abbia mai ospitato. Ai tempi di Ancelotti, il Milan girava soltanto quando girava lui: sono passati 4 anni ma la musica è sempre la stessa.
Quando Clarence è in palla, il Milan non perde, e viceversa. La forza del Milan è direttamente proporzionale a quella del fuoriclasse olandese, che contro Mutu & co. si è espresso su livelli altissimi per concretezza ed intensità, e segnato un gol d’autore. Voluto, cercato, importante ai fini della vittoria, la prima della stagione, capostipite, ci auguriamo di una serie di successi più lunga dell’anno scorso. Perché se le prime prove di Pirlo con la maglia della Juventus hanno insegnato qualcosa, è l’importanza di dare il giusto valore ai fuoriclasse che si hanno in casa. E’ una fortuna che non tutti possono vantare, un patrimonio da tutelare e rispettare. Cento di questi Seedorf, e cento di questi Milan!


