Silenzio assordante
Matteo Calcagni
Negli anni ci siamo abituati ad un Galliani spesso "chiaccherone", disponibilissimo al colloquio con la stampa, anche dopo le sconfitte. Questa stagione è iniziata col piede sbagliato, è vero, ma un Amministratore Delegato così silente non lo si vedeva (o sentiva) da un pezzo. Poche dichiarazioni prima di Torino, zero dopo la sconcertante debacle: un tonfo così fragoroso da scuotere anche l'Amministratore Delegato. Le tante certezze iniziano a sbiadire o rarefarsi: Allegri sbaglia, i giocatori pure. Anche il fiato sembra mancare: una preparazione atletica, finalizzata sì per Pechino, si è dimostrata assolutamente deleteria per l'inizio del campionato. Non è un caso che, seppur con problemi differenti da quelli rossoneri, anche l'Inter (compagna di Supercoppa) stia attraversando evidenti cali atletici/fisici. Come il club nerazzurro, oltretutto, il Milan è la squadra italiana che ha offerto più giocatori per la Copa America (6 l'Inter, 4 il Milan). A differenza di Cavani, Lavezzi e Vidal, i sudamericani milanesi sono rientrati in fretta e fu
ria per la spedizione cinese, compromettendo l'intera preparazione: Pechino ha riempito di euro le casse meneghine, lasciando però per strada tante, troppe, energie. Gli infortuni, inoltre, non sembrano voler abbandonare il Diavolo.
Anche in questo, tuttavia, bisogna dividere in parti uguali sfortuna e colpe: tutti in società sapevano dei guai fisici di alcuni e dell'età avanzata di altri. In estate, nonostante la scorsa stagione avesse fornito indizi di un certo tipo (attacco spuntato, centrocampo dimezzato ecc...) le contromisure sono state quasi nulle. A tutto questo aggiungiamo un calendario da film horror, con il solo Cesena infilato tra le squadre più in forma del campionato in essere (Lazio, Napoli, Udinese, Juventus). Galliani ha tanti motivi per preoccuparsi, tanti
crucci a cui porre rimedio: come se non bastasse tutto questo, anche Ibrahimovic ha storto il naso, palesando sfiducia e scoramento, seppur non legati "ufficialmente" al Milan. Bisogna ritrovare entusiasmo, voglia di fare, fiducia nei propri mezzi: questa squadra ha le sue falle, inutile negarlo, ma resta comunque l'organico più forte della Serie A. Il silenzio assordante dell'Amministratore Delegato, in questo senso, può voler dire molte cose. I tifosi milanisti si aspettano tutt'altro dai campioni d'Italia in carica: Galliani come loro. La strategia è ancora oscura ai più, ma è evidente che i vertici rossoneri stiano lavorando per un ritorno "col botto". Dopo lo spartiacque di Madrid, undici mesi or sono, il Milan potrebbe fare un ulteriore step, trovando una nuova conformazione idonea e vincente, in attesa di gennaio.


