Milan, Musah: "Avere tecnici che credono in te, è ciò che desideri come giocatore. Sto facendo ottime prestazioni"
Francesco Finulli
Tra le tante sorprese di questa stagione, coltivate durante l'estate dal nuovo tecnico Ruben Amorim, c'è sicuramente la permanenza e il successivo rendimento di Yunus Musah. L'anno scorso in prestito all'Atalanta, dove le cose non sono andate poi così bene visti i pochi minuti in campo, il ritorno a Milanello quest'anno sembrava solamente uno scalo verso una nuova destinazione. Invece sin dal primo giorno l'allenatore portoghese ha creduto nel centrocampista americano che ha risposto presente sul campo con una serie di ottime prestazioni. Queste gli hanno fatto guadagnare la convocazione per gli Stati Uniti dopo un anno e mezzo di digiuno. E proprio dal ritiro della Nazionale americana, alla vigilia dell'amichevole contro il Canada che si gioca nella notte italiana, Musah ha preso la parola parlando anche di Milan. Le sue dichiarazioni riportate da ESPN.
MILAN, PARLA MUSAH: LE DICHIARAZIONI SU AMORIM E IL CLUB
Alcune delle dichiarazioni di Musah alla vigilia di Stati Uniti-Canada.
Sul raporto con Amorim che lo ha chiamato prima del raduno per dirgli che contava su di lui: "Pensavo che Amorim me lo stesse dicendo solo per trattenermi al club, come fanno altri allenatori. Ma poi, durante il ritiro prestagionale, ho visto che giocavo molto, mi parlava spesso ed era vero".
Sull'inizio positivo della stagione con Milan e Stati Uniti: "Ho iniziato la stagione accumulando tanti minuti e molte presenze da titolare. E ora sono tornato anche in nazionale. È stato un gran bell'inizio di stagione: avere di nuovo dei tecnici che credono in te è ciò che desideri davvero come giocatore, allenatori che ti danno fiducia e ti fanno giocare"
Sull'anno in prestito all'Atalanta: "C'era un bell'ambiente a centrocampo, ho imparato molte cose: come posizionarmi, come giocare in una mediana a due ed essere costantemente disponibile. Piccoli dettagli che ho affinato nel mio gioco, come il posizionamento e la postura del corpo, imparando a capire in quali zone del campo è il caso di rischiare"
Sul ritorno in Nazionale dopo un anno e mezzo: "È qualcosa che sento di essermi meritato per come ho iniziato la stagione, quindi penso sia meritata da parte mia. Sto facendo ottime prestazioni per un grande club come il Milan, quindi penso abbia senso e sono felice di essere tornato".
Sul Mondiale che ha evitato di guardare: "Letteralmente, non sono stato sui social media, non ho usato molto il telefono. Ero semplicemente fuori con la gente del posto in Ghana e a Zanzibar a godermi l'estate. Poi, nell'ultima settimana di vacanza, ho ricominciato ad allenarmi un po' per farmi trovare pronto per il ritiro col Milan".


