MN - Amorim: "Rabiot critica la mentalità? Lo ha detto anche per la Francia. Estupinan l'ho trattenuto io"
Antonello Gioia
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa al termine di Milan-Atalanta, sfida valida per la settima giornata di Serie A e terminata 3-2 in favore dei rossoneri. Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico rossonero con il live testuale su MilanNews.it.
Quanta paura ha avuto alla fine?
"Abbiamo avuto la partita sotto controllo fino al 66esimo minuto. Eravamo più vicini noi a segnare un altro gol, ma quando abbiamo subito la rete, ho sentito che tutti, in campo, fuori dal campo e persino i nostri tifosi, hanno perso fiducia. E quando questa squadra non ha il pallone, soffre molto. Quindi penso che da un lato ci sia stata la qualità dell'Atalanta, che ha iniziato a crederci, ma dall'altro anche molti problemi nostri nella gestione della palla e nella difesa della nostra area di rigore".
Il suo Milan è quello dei primi 60 minuti?
"Abbiamo giocato bene per 66 minuti, ma io voglio una squadra che, anche quando subisce un gol, continui a giocare nello stesso modo. Che non cambi il proprio atteggiamento; e noi non siamo ancora quel tipo di squadra, ci vorrà del tempo. Una grande squadra non è quella in cui tutti giocano bene solo quando le cose vanno per il verso giusto, ma poi, quando succede qualcosa, pur non giocando male, fa una fatica enorme sia con la palla sia senza palla. Non voglio dire che questa sia la mia squadra. Io voglio una squadra capace di gestire sia i momenti positivi che i momenti difficili, e noi nei momenti difficili stiamo faticando davvero tanto".
Rabiot ha parlato di nuovo di carenza di mentalità...
"Rabiot è un giocatore speciale, e ricordo che ha detto la stessa identica cosa per la nazionale. E stiamo parlando di ragazzi che hanno vinto tutto, perfino un Mondiale. Può succedere a qualsiasi squadra; ha detto la stessa cosa anche in nazionale, e a me questo piace. Ho sentito che la squadra non meritava di finire la partita con questo sapore amaro, con questa sensazione che abbiamo avuto nel finale. Quindi non è solo una questione di mentalità, ma di come ci sentiamo, persino all'interno dello stadio. Lo stadio non scende in campo, ma allo stesso tempo, dopo la prima partita, ho avvertito come è cambiato l'ambiente. È un aspetto su cui dobbiamo lavorare sia noi sia i nostri tifosi: quando succede qualcosa in partita, dobbiamo continuare a giocare nello stesso identico modo. Rabiot è molto emotivo quando parla a fine gara, e a me piacciono davvero tanto i giocatori emotivi".
Ci sono stati dei fischi per Estupinan.
"Anche in altri club succede che a volte ai tifosi non piacciano troppo certi giocatori. Dobbiamo aiutare Estupinan, dobbiamo aiutare i tifosi a capire chi è Estupinan: e posso assicurarvi che Estupinan lavora davvero duramente. È un giocatore che ha giocato in Premier League e vi posso garantire che a fine mercato avevamo una lista di club che lo volevano. Ma io ho detto di no. Quindi voglio che i tifosi sappiano che è stata una mia responsabilità: sta giocando perché sono io a scegliere Estupinan, perché credo in lui e sono convinto che sarà davvero importante per la nostra squadra. Però quella sensazione l'ho capita fin dalla prima partita. Dobbiamo semplicemente aiutare Estupinan, perché siamo una squadra: se uno dei nostri compagni soffre per questo, tutta la squadra soffre con lui e gli sta accanto".
C'è stato anche un calo fisico?
"Abbiamo giocato bene per 60 minuti. Non dirò che è stato solo per la stanchezza, perché un minuto prima, quando tutto andava bene, non erano stanchi, e poi la situazione è cambiata completamente. Quindi è un fattore principalmente mentale: solo a quel punto ti accorgi di quanto sei stanco, anche perché l'Atalanta ha iniziato a crederci. Questo è il calcio, e oggi a San Siro abbiamo visto cos'è il calcio: momenti bellissimi e momenti molto difficili, fa tutto parte del gioco. Le cose non cambieranno dall'oggi al domani: avremo momenti positivi e momenti complicati. Dobbiamo solo rimanere competitivi e, se riusciamo a portare a casa il risultato anche in questo tipo di momenti, va bene così".


