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Camarda, la sua gestione accende il confronto tra Ambrosini, Marinozzi e Behrami: "Sono due anni che non gioca!"

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Manuel Del Vecchio
per Milannews.it
Oggi alle 16:00Primo Piano
autore Manuel Del Vecchio
26.10.2026 16:00Primo Piano
Bel dibattito a DAZN tra Ambrosini, Marinozzi e Behrami sulla gestione di Francesco Camarda
www.imagephotoagency.it
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Il Milan vince ad Udine nonostante le assenze con una partita concreta e coraggiosa, soprattutto da parte di alcuni giovani - come Diawara - lanciati nella mischia da Amorim.

Francesco Camarda invece continua a trovare poco spazio: il classe 2008 è subentrato a Ramos solo nel recupero del secondo tempo. Nel post partita di DAZN c’è stato un lungo confronto tra Massimo Ambrosini, Andrea Marinozzi e Valon Behrami su come valorizzare al meglio il giovane attaccante rossonero, confrontandolo anche ad un altro ragazzo dal bel potenziale come Tresoldi del Bruge.

GESTIONE CAMARDA, IL DIBATTITO

Comincia Massimo Ambrosini: “Quando guardo Tresoldi mi viene in mente Camarda, per fare un’associazione e dire cosa avrebbe bisogno di fare l’attaccante del Milan. Tresoldi è un buon giocatore, non è un campione affermato che può andare a fare la differenza nelle grandi squadre, anche se oggettivamente potrebbe starci. Magari non come titolarissimo… In un gruppo ci potrebbe stare. Molto meglio lui di un Camarda, che dovrebbe fare quello che ha fatto lui: andare in una realtà di questo tipo qua. Il Brugge è tanta roba. Dovrebbe andare in un campionato così a giocare, a riprendere quella fiducia che Tresoldi ad esempio ha preso giocando in una realtà diversa”.

Parli della scorsa stagione, negativa, a Lecce? “Anche quella di quest’anno. Lui non doveva rimanere, doveva andare a giocare, anche in una realtà anche non per forza italiana”.

Interviene Marinozzi: “Ho dei dubbi che dovesse andare fuori a giocare”.

Ambrosini: “Però se già nella seconda partita di Europa League gioca Cisse al posto tuo… Sai che l’80% delle partite le fa Gonçalo Ramos, l’altro 20% se non te lo fanno fare, e già dopo la prima partita fanno giocare uno che non è di ruolo, qualcosa vorrà dire”.

Marinozzi: “Per me era anche importante misurare lui per il Milan”.

Ambrosini: “Ma sono due anni che non gioca!”.

Marinozzi: “Ma la prima in Europa League da titolare l’ha fatta”.

Ambrosini: “Eh sì, una. Poi non ha giocato”.

Marinozzi: “Sì, ma per misurarlo. Bournemouth partita diversa. E poi è un 2008, è estremamente giovane”.

Ambrosini: “Appunto. Se fossi stato un suo amico gli avrei detto: «Guarda, prova a vedere se c’è una squadra in un campionato straniero, in Belgio o in Olanda, in una squadra che gioca in un certo modo». Lui che deve prendere fiducia, che deve crescere fisicamente, deve prendere confidenza con 30 partite di un certo livello dovrebbe andare a giocare. Poi se il Milan crede in te ti fa andare a giocare e poi torni con queste 30 partite, magari hai fatto dei gol, torni che sei un uomo ed un calciatore diverso. E se ti chiamano a fare la riserva di Gonçalo Ramos magari le partite di Europa League te le fanno giocare tutte. Magari ti fanno giocare anche qualche partita di campionato”.

Marinozzi: “Per me, visto che è un 2008, sei mesi puoi “perderli” - anche se non è la parola giusta. Puoi allenarti a Milanello, puoi allenarti con Amorim, puoi provare a giocare con i grandi”.

Behrami entra a gamba tesa: “Non concepisco il fatto dell’allenamento: non ti dà nulla! Il problema nasce dal fatto che ha un contratto già alto, quindi se vogliamo andare su squadre olandesi o del Belgio già fanno fatica a pagare. Tra l’altro sono squadre che vogliono una valorizzazione (economica, ndr) se fanno giocare un ragazzo di 18 anni. È lì che nascono i problemi di tanti ragazzi giovani: fanno 10 presenze al Milan, subito contratto molto alto e poi chi lo prende? Se non hai legami forti, con una società che al momento non ha neanche un direttore che riesce ad avere sinergie con altre società, dove appunto possono crescere ragazzi così. È stato un percorso fino ad ora completamente sbagliato per il ragazzo, e non riesco a vedere una crescita in quelle poche volte che ha giocato, neanche di personalità e né di posizionamento del corpo, tecnica, tattica. Perché come dice Massimo ha bisogno di avere 30-40 partite sulle spalle per poi arrivare al Milan”.

Ambrosini: “Per chiudere: io ho parlato con chi lo ha allenato. Il ragazzo è bravo, è forte, ha potenzialità. Il fatto di poter trovare un percorso alternativo non è che cambia la fiducia che la società ha in lui”.

Marinozzi: “Il Milan purtroppo ha perso una terzia via, che è la seconda squadra fra i professionisti. Che così potevi gestirlo, facendolo giocare tra i professionisti in Serie C e facendolo allenare a Milanello quando serviva. Ha perso questa possibilità con la seconda squadra che è scesa in Serie D”.

Ambrosini: “Lui però due anni fa l’aveva fatta”.

Marinozzi: “Ma aveva 16 anni, era giovanissimo…”.

per Milannews.it

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