Ambrosini: "Vedo cambiamenti in Amorim dall'inizio dell'anno: ha rivisto dei piani tattici difficili per i giocatori chiave a disposizione"
Antonello Gioia
Massimo Ambrosini, opinionista, si è così espresso a Cronache di Spogliatoio commentando la crescita del Milan di Ruben Amorim: "Secondo me a Udine si sono visti i 65 minuti migliori del Milan da quando è iniziata questa guida tecnica. Sono cambiate un po' di idee tattiche e, a mio avviso, l'allenatore ha rivisto quella che era la sua idea iniziale su come avrebbe voluto far giocare la squadra. Togliendo quanto successo in Inghilterra — che secondo me va archiviato velocemente per una serie di motivi —, dopo la gara con l'Atalanta e con tutta la partita di Udine possiamo dire che si sta iniziando forse a vedere qualcosa.
È una squadra che mi sembra più convinta di quello che fa e che ha un modo di stare in campo oggettivamente non facilmente leggibile o posizionabile dal punto di vista tattico. Questo, però, non le impedisce di essere decisa in quello che propone, sia in fase di riconquista — con vari dati a supporto che mostrano un recupero palla tendenzialmente più alto — sia nella sensazione generale di presenza sul terreno di gioco. Esprime uno spirito diverso rispetto a prima, anche in termini di determinazione. La prova di Udine è estremamente confortante, soprattutto alla luce delle assenze con cui doveva fare i conti.
Vedo cambiamenti anche in Amorim dall'inizio dell'anno: rivedendo dei piani tattici difficili, specialmente per i giocatori chiave a disposizione, ha inserito nelle rotazioni un nuovo modo di stare in campo che facilita elementi fondamentali come Modrić. Ha avuto l'occasione di sfruttare esterni di maggiore qualità, perché anche Moreira in casa con l'Atalanta ha fatto una partita di ottimo livello. Vediamo ora cosa succederà, le controprove come sempre arriveranno."


