Primi passi del progetto "rinascita"
Stefano Maraviglia
Il "puma" Emerson ha salutato il Milan, il motivo presentato risulta personale e va rispettato nella maniera più assoluta. In via Turati, alla richiesta del giocatore di risolvere il contratto con formula immediata, nessuno si è opposto o comunque ha avuto tentennamenti, segno tangibile che come già detto e scritto da tempo, il brasiliano non rientrava più nei piani della dirigenza. Sembra esser iniziata con largo anticipo l'operazione "restauro Milan", anche rispetto a quel giugno che salvo "clamorosi" ripensamenti dovrebbe veder "svuotati" gli armadietti di Sheva, Kalac, Dida, Favalli e di "sua maestà" paolo Maldini. Nel citare questi nomi quali partenti, non si può provare alcuna sorta di piacere, la storia del Milan è passata anche dai loro piedi e dalle loro mani, eccezion fatta per Maldini che rappresenterà sempre l'icona del calcio e del Milan. Come cantava Freddy Mercury "The show must go on", questo deve essere il proposito sul quale basare il futuro rossonero. I trofei, il blasone e le immagini non le cancellerà mai nessuno, ma c'è un futuro da affrontare e programmare.
Questo finale di stagione, non deve esser vissuto come la passerella per salutare un'annata più sfortunata che altro, ma va preso come trampolino per il lancio di giovani, da "testare" in ottica 2009/10. La "partenza" di Emerson, libera un posto per Cardac(c)io, a Mattioni ed Antonini sarebbe opportuno far sfruttare le variazioni tattiche dello Jankulovsky centrocampista o la presenza tra le riserve di Favalli, mentre Senderos e Darmian potrebbero avvantaggiarsi della voragine che settimanalmente viene ad aprirsi al centro della difesa. A sei giornate dalla fine e, con un terzo posto "quasi sicuro", ci si dovrebbe permettere qualche "lancio" che , oltre a "sedare" il tifo smanioso di volti nuovi, potrebbe risultare molto "fruttuoso" per l'immediato futuro. Sicuramente, provare un "primavera" offre poche garanzie iniziali, ma Paloschi insegna che le belle sorprese vanno "guadagnate" con tenacia e sfrontatezza, mentre proporre continuamente giocatori prossimi solo all'addio, non dà alcuna indicazione per il futuro, anzi rallenta "colpevolmente" la ricerca di un nuovo assetto e di nuovi interpreti.


