MALDINI ripercorre i successi e le sconfitte della sua lunga carriera
Antonio Vitiello
Attraverso i microfoni di Milan Channel, Paolo Maldini racconta quella che sarà l’ultima partita ufficiale con la maglia del Milan allo stadio San Siro. Milan-Roma è per il Capitano una sfida importanti prima di tutto per arrivare in Champions League senza passare per i preliminari, ma è anche la gara in cui tutto lo stadio ammirerà per l’ultima volta le sue gesta. Sarà naturalmente emozionato lo storica capitano rossonero: "Sara così, sono un uomo, vivo di emozioni molto forti. Cerco di viverla in maniera molto serena, per fare in modo che l'addio non sia tanto amaro. La vedo come una festa celebrativa di questi 25 anni. Avrò al mio fianco tutta la mia famiglia, gli amici. Spero di avere la forza per giocare una buona partita e vincere. Poi mi rilasserò con tutte le persone che mi hanno voluto bene". Maldini poi ripercorre le grandi imprese della sua carriera, ma anche le forti delusioni che lo hanno segnato nel corso degli anni: "Tra le gioie della mia carriera metto innanzitutto l'esordio in serie A da ragazzino sedicenne contro l'Udinese.
Tornando in pullman da Udine mi sono detto 'Sono in grado di giocare in serie A'. Poi la notte di Barcellona, il primo successo internazionale che mostrò il Milan all'Europa. La notte di Manchester, da lì ripartì un altro ciclo, l'esordio al Mondiale del 1990 fu un'emozione pazzesca. Poi la vittoria di Yokohama e il premio Facchetti. Per quanto riguarda le amarezze, la semifinale dei Mondiali del '90 a Napoli contro l'Argentina, le frasi gratuite di Traorè dopo la finale di Istanbul con il Liverpool, nell'intervallo di quella partita abbiamo fatto di tutto ma non festeggiare, anzi litigammo fra noi. Poi contestazione nei nostri confronti alla fine della stagione 1997/98: la gente deve capire che la sconfitta fa parte del calcio ed è assurdo arrivare a determinate manifestazioni di violenza o insulti verso chi ha dato tanto al club. La finale mondiale persa nel 1994 e il momento di sbandamento dell'Uefa con quella lettera nel 2006".


