Niente Top Player in avanti? Si punti a innesti mirati dalla cintola in giù
Emiliano Cuppone
Le richieste dei tifosi sono univoche, partito Ibrahimovic, il popolo rossonero chiede un sostituto all’altezza, un bomber, un fuoriclasse, un uomo dal peso specifico importante, per seguire il trend del momento chiamiamolo pure “Top Player”.
I nomi che vengono accostati al diavolo sono i più disparati, da Van Persie, sogno proibito (forse sarebbe meglio dire proibitivo visto l’ingaggio), a Tevez, sogno sfiorato in gennaio e sfumato per la scelta di puntare tutto su Pato.
Ecco, appunto, Alexandre Pato, è lui l’uomo di punta dell’attacco rossonero al momento, eterno campione in attesa d’esplodere definitivamente, giocatore dalla media realizzativa impressionante, tormentato fin troppo dagli infortuni, ma che sembra aver trovato la strada giusta (incrociando le dita ed attenendoci a quello che riferiscono da Milanello e dal Brasile).
Adriano Galliani e Silvio Berlusconi hanno puntato forte su di lui in gennaio, convinti che possa trovare la definitiva consacrazione e divenire il vero trascinatore del Milan del presente e del futuro. Sembra lui l’unico “contento” della partenza di Ibra, in molti infatti hanno sostenuto che il brasiliano soffrisse la presenza ingombrante del campione di Malmoe (circostanza puntualmente smentita, ma che ha continuato a serpeggiare insistente).
Se la scelta, quindi, è quella di dare fiducia ad Alexandre Pato, a che pro investire cifre sostanziose nel reparto offensivo? Il parco attaccanti del Milan (a meno di ulteriori cessioni, ad oggi poco ipotizzabili) dovrebbe avere a disposizione, oltre al brasiliano, un campione vero come Cassano, un uomo molto più che affidabile come Robinho ed una promessa cui dare spazio come Stephan El Shaarawy. Certo manca una prima punta vera, ma, con cotanta abbondanza di giocatori offensivi e la voglia di puntare sul Papero, forse sarebbe meglio cercare una “riserva” capace di dare garanzie.
Le risorse per il mercato ci sono, ma non sono infinite e chiedono sforzo d’ingegno per allestire una squadra competitiva a costi sostenibili (in particolar modo con riferimento all’ingaggio).
Adriano Galliani deve pensare a soddisfare innanzitutto le esigenze impellenti di Allegri il quale chiede in primis un mediano di spessore, capace di sostituire Van Bommel. La seconda necessità in ordine d’importanza (praticamente al pari della prima però) è legata alla ricerca di un sostituto di Thiago Silva, capace di dare sostanza e qualità ad una linea arretrata che è sempre il punto di partenza di una nuova squadra. Poi, vista anche la defezione di Muntari, c’è quel nodo aperto dall’anno scorso e legato alla mezz’ala sinistra capace di far fare il salto di qualità. Infine, se proprio ci fosse spazio per un ulteriore investimento, si potrebbe anche pensare a risolvere la questione legata al terzino sinistro, da sempre tallone d’Achille del diavolo nel post-Maldini.
L’acquisto di una punta, quindi, più che necessario potrebbe essere declassato alla categoria utile, magari da coprire prendendo una prima punta in “saldo”, un acquisto low cost, magari di uno scontento o di uno scaricato (il pensiero vola subito a quel Giampaolo Pazzini che l’Inter ha messo ai margini, di fatto costringendolo ad abbandonare la causa nerazzurra e voglioso di rimanere in Italia ad alti livelli e magari di togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Branca e soci, ma siamo nel campo delle mere ipotesi).
Acquisti mirati, un occhio attento al bilancio e la voglia di dare equilibrio alla squadra. Il Milan ha perso due punte di diamante, non può pretendere di sostituirli e mantenere invariato il livello della squadra, sarebbe una missione impossibile. La soluzione potrebbe essere quella di cercare una via nuova, quella di una squadra più equilibrata con la classe distribuita in tutti i reparti, un po’ come ha fatto la Juventus l’anno scorso, nessuna stella assoluta (eccezion fatta per quelle che già sono in rosa), ma diversi giocatori di qualità a coprire le falle della formazione di Allegri.


