Taiwo, la timidezza è un ricordo: un'estate tra il Milan e il mercato in uscita
Matteo Calcagni
E' curioso che, tra i migliori di queste prime uscite stagionali, ci sia un giocatore che sembra già sul piede di partenza. Taye Taiwo, ceduto in prestito al QPR dopo una prima esperienza al di sotto delle aspettative, è rientrato a Milanello in punta di piedi, cercando di mettere qualche dubbio in più a società e allenatore. Sul nigeriano si sono mosse diverse squadre europee, tra cui il Benfica e il Marsiglia, ma al momento non c'è ancora una pista concreta: la dirigenza rossonera vorrebbe una cessione a titolo definitivo, mentre le varie pretendenti puntano principalmente ad un semplice prestito. Intanto Taye si allena con voglia e dedizione, tanto da mostrare in campo una personalità decisamente più spiccata rispetto al passato.
Lo scorso anno, nelle poche uscite in cui è stato schierato, a Taiwo è stata imputata una timidezza eccessiva: l'ex OM badava più a non sbagliare che ad offendere, poco sicuro negli interventi e spesso impacciato col pallone tra i piedi. Sia nell'amichevole in famiglia e sia al Trofeo Tim, il nativo di Lagos ha cambiato registro, spingendosi con insistenza in avanti e uscendo con carisma da situazioni intricate. Taiwo, oltre a doti fisiche poco comuni, possiede anche un bagaglio tecnico interessante: queste doti, tuttavia, sono rimaste chiuse nel cassetto nella sua prima esperienza in rossonero. In attesa di capire quale sarà il suo futuro, il laterale ventisettenne proverà nuovamente a sorprendere Allegri e il Milan stesso: chissà che, se le prove positive continueranno, la società possa rivedere le sue decisioni.


