ESCLUSIVA MN - Dolcetti su Inzaghi: "In bocca al lupo Pippo. Stage con lui per gli attaccanti? Idea suggestiva"
Pietro Mazzara
Dopo Omar Danesi e Filippo Galli, anche Aldo Dolcetti si affida alle colonne di MilanNews.it per dare il suo benvenuto a Filippo Inzaghi come nuovo allenatore degli Allievi Nazionali rossonero. Direttamente da Pinzolo, proprio dove inizierà sul campo l’avventura di Superpippo il prossimo 16 agosto, l’allenatore della Primavera si è così espresso ai nostri microfoni: “La cosa più ovvia è fargli l’ih bocca al lupo. Comunque stiamo parlando di un ex calciatore con ancora fame di giocare. Non è mai facile smettere di giocare e per lui sarà stato maggiormente difficile. Oggi inizia la carriera da allenatore. E’ la prima esperienza e ci sarà un misto di motivazione e grande voglia di imparare. Fiorin nel suo staff? Sarà una presenza importante. L’idea è quella di poterlo aiutare ad inserirsi al meglio in un contesto come quello di una squadra di giovani e di poterlo far rendere al maglio. Gli Allievi Nazionali sono una categoria dove i giovani assorbono tantissimo gli insegnamenti. Credo che ci sarà tanto buon senso nel fare le cose”. Dolcetti poi conferma la linea comune di confronto già iniziata nella passata stagione tra le categorie nazionali: “L’anno scorso avevamo una sinergia tra le varie categorie nazionali. Quest’anno la cosa spero che possa continuare. Gli allenatori devono avere una filosofia comune”.
Secondo lei è fattibile vedere Inzaghi effettuare degli allenamenti specifici per gli attaccanti delle varie categorie, Primavera compresa?
“Perché no. Gli allenatori ex calciatori, a seconda del ruolo, sentono nei minimi particolari quel ruolo e quindi potrebbero insegnarlo nel massimo delle loro potenzialità ai ragazzi. Però giocare a calcio è una cosa, allenare è un’altra ma per quello che conosco Pippo è un ragazzo super conoscitore di calcio e sono convinto che si stia già calando nella nuova realtà. Lui è un curioso del calcio a tutti i livelli e sono convinto che è già preparato. Avere curiosità e studiare il calcio è una cosa fondamentale per un allenatore”.


