Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Allegri-Cassano, ecco cosa si sono detti i due. Kakà-bis: tutte le condizioni poste dal Milan nel dettaglio. Matri-Tevez stand by strategico. La fascia destra ha trovato il suo legittimo padrone e viene dalla cantera rossonera

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 30 luglio 2012, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
30.07.2012 00:00Editoriale
Studio Buzzi
Studio Buzzi

Nemmeno il tempo di ritornare in quel di Milanello che subito l’aria si fa pesante. O almeno così pareva. Il ritorno dalle ferie di Antonio Cassano, avvenuto martedì scorso, è coinciso, secondo quanto riferiscono i ben informati, con un muso lungo da parte dell’attaccante rossonero. Le motivazioni? Molteplici. Dall’insoddisfazione per il mercato in uscita con la cessione del suo amicone Ibrahimovic (unitamente a quella di Thiago Silva) passando per la questione contrattuale (si aspettava un prolungamento dopo l’Europeo) per arrivare alle questioni tecniche. Si dice che Cassano non si senta parte integrante del progetto, non si senta protagonista e che voglia delle garanzie. Ma da quale pulpito arrivano tutti questi mugugni? Cassano è un giocatore del Milan, ha un contratto fino al 2014 e, fino a questo momento, non si sono venuti a creare dei presupposti tali per un prolungamento del vincolo che lo lega ai rossoneri. Vuole tornare a Genova, dove ha lasciato il cuore? Benissimo, libero di farlo ma a partire dalla scadenza del contratto con il Milan altrimenti convinca Garrone a tirare fuori un prezzo congruo per il suo cartellino. Già la sparata dal ritiro della nazionale aveva destato qualche malumore tant’è che molti compagni di squadra si sono anche risentiti di tali parole. Se il barese ha un problema, non si sente parte del progetto, se vuole andare via, che vada in sede con il suo agente, lo stimatissimo avvocato Beppe Bozzo, e ne parli con Galliani. Ma sotto sotto credo che tutto possa cambiare in poche ore. O forse è già cambiato.

Perché dopo il primo giorno dove effettivamente si è presentato un po’ imbronciato, Antonio è tornato a rallegrare Milanello come solo lui sa fare. E nei giorni scorsi ha ricevuto l’investitura da parte dei compagni come leader di questa squadra che, in attesa del suo completamento con gli innesti sul mercato, si affida a lui per le amichevoli estive e non solo. Certo, come gesto plateale, Cassano potrebbe chiedere la maglia numero 10 che Berlusconi vorrebbe vedergli sulle spalle. Intanto, nel primo allenamento americano, FantAntonio ha avuto un lungo e fitto colloquio con Massimiliano Allegri. Ve ne abbiamo dato notizia in tempo reale nella notte tra venerdì e sabato, ora vi possiamo svelare qualche dettaglio in più. Allegri ha voluto illustrare all’attaccante barese il nuovo corso tattico del Milan senza Ibrahimovic mettendo proprio Cassano al centro dello stesso. Una responsabilità importante, quella conferita dall’allenatore al Pibe di Bari al quale già numerosi compagni, in maniera più o meno diretta, hanno chiesto di assumersi maggiori responsabilità. Cassano dal canto suo sembra aver reagito bene ma già prima della partenza per gli USA, in quel di Milanello, a chi gli chiedeva cosa ne pensasse di un tridente composto da lui, Pato e Kakà, rispondeva con un sorriso a 360° che non aveva bisogno di interpretazioni.

Senza alimentare illusioni, false speranze nei tifosi ma parlando di quelle che sono informazioni in nostro possesso, il 22, lasciato libero da Nocerino, potrebbe finire sulle spalle di Kakà. Potrebbe, precisiamo la formula verbale, perché la trattativa è ancora allo stato embrionale ed è ben lontana dell’essere conclusa. I contatti sono avviati. Sia con il Real che con il giocatore. Gaetano e Dario Paolillo, negli ultimi 15 giorni, hanno intensificato le telefonate con Ricardo e il padre Bosco. La linea Milano-Madrid, per la gioia degli operatori telefonici, è calda. Ma quanto? Al momento la temperatura non è ancora salita a un livello tale da poter dire che ci siamo. Ci sono ancora troppe cose da far collimare. In primis il contatto che lega Kakà al Real e tutta una serie di oneri accessori dei quali già vi avevo parlato nell’editoriale del 25 giugno scorso. Ma in parte, soprattutto la maxi clausola con Adidas, sembrano essere superati. Il danno cade ancora sull’ingaggio monstre e sul cartellino. Il Milan ha dettato le sue condizioni: Kakà può tornare solo se si libera dal Real e accetta un ingaggio massimo di 3,5 milioni di euro più la gestione dei diritti d’immagine. Il tempo per manovrare c’è, ma ci sarà bisogno che anche Allegri dia il suo benestare, dal punto di vista tecnico, all’operazione. Galliani e Perez hanno fissato un incontro, confermato da più parti, per il giorno antecedente Milan-Real Madrid a New York e non è da escludere che al summit partecipi pure Kakà.

Mentre Matri resta in stand-by, con le due società ferme sulle loro posizioni, i contatti per Tevez continuano. Giuseppe Riso sa come fare il suo lavoro e agisce nell’ombra, non parla con nessuno, si fa vedere in compagnia di altri suoi assistiti e punta su cavalli di razza come Cristante, Valoti e Kingsley Boateng che, prima o poi, saranno perni di questo nuovo Milan. Magari insieme all’Apache. Kia Joorabchian è sempre tra i primi numeri del suo BlackBerry e il contatto avuto con Braida qualche giorno fa testimonia come la voglia di Tevez del Milan sia sempre viva. Operazione difficile ma non impossibile, soprattutto se lo sceicco Mansour dovesse decidere di accontentare Mancini tesserando van Persie. Tutto è in costante evoluzione ma i desideri, spesso, incocciano con la realtà. Meglio aspettare il ritorno della squadra dagli USA per capire chi indosserà la maglia numero 11 lasciata vacante da Ibrahimovic. Ma un nuovo acquisto il Milan lo ha fatto e arriva dal proprio settore giovanile. Ricordo con piacere quando alcuni colleghi mi dicevano: “Ma sto De Sciglio è bravo proprio come dici?”. Molti dopo Praga, nella sua prima partita da titolare in prima squadra, lo crocifissero e mi davano pacche sulle spalle. Oggi sono tutti folgorati da questo ragazzo serio, educato, professionale e professionista che gioca su quella fascia destra con una disinvoltura tale da are quasi paura. Abate è avvisato, con un De Sciglio così, il posto da titolare dovrà sudarselo.
 

per Milannews.it

Altre notizie