Taiwo e Didac, bocciati senza appello
Gaetano Mocciaro
Taye Taiwo e Didac Vilà. In un giorno solo due terzini sinistri tagliati. E il restyling del Milan continua. Non bastava l'addio dei senatori a scadenza di contratto o le cessioni dei super campioni a suon di milioni. Il nuovo Milan ha deciso di dare un taglio alle corsie laterali. O meglio, a quella sinistra. E se gli addii dei Gattuso, dei Nesta o dei Seedorf erano dovuti a ragioni anagrafiche, contrattuali e di stimoli e invece quelli di Thiago e Ibra per pura necessità economica, di Taiwo e Didac appaiono delle bocciature senz'appello e anche un po' affrettate. In fondo entrambi, per un motivo o per l'altro avrebbero le credenziali per meritarsi un'altra chance.
Partiamo da Taiwo: il nigeriano era arrivato a parametro zero l'estate scorsa e sembrava un colpaccio. Sbarcato a Milano quando la parabola deve ancora raggiungere l'apice, con la giusta esperienza internazionale e con dei campionati importanti alle spalle con l'Olympique Marsiglia, campione di Francia e fra i migliori esterni della Ligue 1. Un giocatore forte fisicamente, resistente e capace di risolvere anche la partita grazie a un sinistro di potenza impressionante. Insomma, il terzino sinistro perfetto per le stagioni a venire. Invece ecco l'infortunio rimediato al trofeo Berlusconi contro la Juve che cambia il suo percorso. Da quel momento Massimiliano Allegri non lo vede più, nonostante il giocatore recuperi. 8 partite fra campionato e Champions. Il tecnico ha fatto le sue scelte, il nigeriano va fuori. In tutti i sensi, visto che a gennaio prende il volo per Londra e fa sei mesi al Queen's Park Rangers. A fine anno Zambrotta lascia, nessuno arriva ma Taiwo non viene considerato parte integrante del progetto. E il nigeriano sbarca nel campionato ucraino, nella gloriosa Dinamo Kiev.
Didac Vilà ha avuto persin meno possibilità di Taiwo. Lo spagnolo arriva a gennaio 2011 quando la squadra è già rodata e prima in classifica. Logico non alterare i meccanismi. Si allena zitto e impara dai più grandi, poi arriva il premio della partita nell'ultima giornata contro l'Udinese. Non viene giudicato pronto per i rossoneri e viene rimandato da mamma Espanyol. La stagione appena conclusa l'ha visto protagonista di una grande stagione, titolare e in grado di mettersi in mostra non solo in Spagna ma anche nel resto d'Europa. E le prime squadre iniziano a bussare la porta dei rossoneri. Forse, però, è ora di riportarlo a casa e lanciarlo nel campionato italiano. Niente da fare, l'offerta presentata dal Valencia viene ritenuta sufficiente per liberarsene. Senza avergli dato una possibilità. E nel frattempo la corsia sinistra cerca nuovi interpreti. Siamo sicuri che Taiwo e Didac non meritassero un'altra possibilità?


