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Berlusconi, manca qualche risposta

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 3 agosto 2012, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
03.08.2012 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

L’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi martedì scorso a “Milan Channel” è stata doverosa, tardiva e necessaria. Il direttore Mauro Suma, come noi e molti altri colleghi, l’ha inseguita a lungo con tenacia, complimenti per averla ottenuta. Le domande che andavano fatte, Suma le ha fatte tutte, ottenendo con un abile stratagemma anche un “Galliani e Barbara devono andare d’accordo per forza”. Berlusconi però qualche risposta non l’ha data comunque. La scelta del canale tematico era probabilmente una scelta di affetto, un atto dovuto nei confronti dei tifosi, sicuramente impediva un contraddittorio da cui si è sottratto in ogni caso.
Non ha spiegato per esempio il perché di questo lungo, indecifrabile silenzio sull’argomento Milan. Non ha spiegato i toni da politico più che da presidente, con una latente stanchezza, un apparente canovaccio da copione, senza picchi di entusiasmo né l’illustrazione di convincenti prospettive.
Ha fatto il presidente quando si è dilungato sulla crisi che attraversano il Paese e il mondo per giustificare le cessioni di Ibra e Thiago, il politico ci aveva detto invece che i ristoranti sono pieni. Ha detto che i conti del Milan saranno a posto per i prossimi 3-4 anni, non ha detto quali sono ora gli obiettivi con una rosa impoverita dalle 2 cessioni top al PSG, ma soprattutto dagli addii di 6 senatori (anche questo è stato un omissis) che in totale fanno 8 “top player” evaporati e il solo Montolivo in entrata. Quali sono ora i traguardi? Zona-champions in campionato, quarti di finale in Europa e Coppa Italia? Omissis.
Berlusconi ha detto che nasce un Milan di giovani, in netto contrasto con il ritorno di Kakà e la cessione di Didac Vilà (Antonini ha 30 anni e Mesbah 28), ma soprattutto che un certo investimento su Ogbonna e Destro si poteva fare. Secondo noi il torinista è il miglior difensore italiano in prospettiva e il neo-romanista la migliore punta. In questi casi si può parlare eccome di “investimenti”, perché oggi spendi per loro 25-30 milioni, ma se mantengono le promesse tra 2 anni ne possono valerne 40-45. Soprattutto, Berlusconi non ha detto se l’emorragia si fermerà qui o continuerà con la cessione futura dei pezzi migliori, perché Pato Boateng Robinho forse un giorno El-Shaarawy… tutti potrebbero essere in rampa di lancio.

Opinioni? Dissertazioni da bar? Mica tanto, visto che neppure Allegri e Galliani appaiono molto convinti da un pacchetto di centrali che pure comprende Mexes, Bonera, Acerbi, Yepes, puntando a Yanga-Mbiwa o a Rolando.
Allegri e Galliani vogliono una punta. Berlusconi non ha detto come e perché vede Boateng centravanti (ma forse in questo caso è meglio così…), eppure ha esaltato il suo attacco. Un attacco in cui Pato da fenomeno si è trasformato in incognita, Robinho ha medie-gol ondivaghe e medie gol-sbagliati raccapriccianti, Cassano è tornato di malumore, El-Shaarawy si farà.
Berlusconi ha detto che le porte sono aperte ai partner, in minoranza perché il Milan “resta un affare di cuore”, ma se i cinesi entrano nell’Inter col progetto del nuovo stadio, perché mai qualcuno dovrebbe entrare oggi in via Turati senza l’idea di acquistare San Siro? Cosa entrerebbe a fare, a spartire debiti o un pareggio di bilancio?
Vediamola positiva e pensiamo ad Acerbi nuovo Thiago, che in fondo quando è arrivato 3 anni fa non era nessuno eppure aveva già 25 anni. Pensiamo che Constant sia quello di Verona, che Montolivo e Nocerino ripetano o addirittura migliorino la loro ultima stagione, pensiamo che siano tutti sani e allora Ambrosini sia inossidabile, Boateng Pato Cassano e Robinho giochino 30-32 partite a testa in campionato e quelle di Champions, pensiamo che una punta arrivi e anche un bel difensore e anche un buon centrocampista. Pensiamola così, che è meglio. E non è che ci siano molte alternative a pensarla così.
La Juve non si rassegna al fatto di aver pulito la fedina con la retrocessione del 2006. Prima prova il colpo della terza stella che non sta in piedi nemmeno nel Bronx, poi vede inquisiti uno dietro l’altro Pepe Bonucci e Conte per casini combinati o non denunciati quando erano altrove. Ora si incazza perché la commissione disciplinare ricusa il patteggiamento per Conte, libertà assolutamente nei suoi pieni poteri come in quelli di qualsiasi giudice, il quale poi celebra eccome il processo per il quale si è già pronunciato nei preliminari. Del senso di responsabilità e giustizia che hanno Agnelli, Conte e Buffon, abbiamo avuto ampie dimostrazioni in questi ultimi tempi. Sul pudore, invece, la partita resta apertissima.

per Milannews.it

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