Affare o non affare: questo è il problema
Matteo Calcagni
Le ultime indiscrezioni, provenienti dalla Spagna, parlano di un Milan pronto ad investire 13 milioni di euro per il cartellino di Ricardo Kakà. Una cifra di certo non irrisoria, ma necessaria per poter vincere la resistenza del Real Madrid, non disposto a regalare l'ex Pallone d'Oro. Il problema, più che il costo del cartellino, è rappresentato dallo stipendio del giocatore: si parla di circa 8 milioni all'anno per il fantasista brasiliano, un ingaggio che al lordo si avvicinerebbe ai 16 milioni. Numeri iperbolici e poco consoni alla nuova politica rossonera, soprattutto dopo la cessione di due pezzi pregiati come Ibrahimovic e Thiago Silva: il primo raggiungeva i 24 milioni lordi, il secondo ne avrebbe ricevuti 12/13 per i prossimi cinque anni.
Il ritorno di Kakà, a queste condizioni, sarebbe più un salasso che un affare, anche a giudicare dall'età del giocatore: trent'anni compiuti ad aprile. Basandoci su questi valori, il brasiliano andrebbe a costare circa 29 milioni di euro solo il primo anno. Viste le urgenze e necessità negli altri reparti, centrocampo e attacco su tutti, questa operazione risulterebbe poco in linea con le attuali disponibilità economiche rossonere. Con la cifra ipotizzata per l'acquisizione di Kakà, il Milan riuscirebbe a tappare sia il buco in mediana sia quello nel reparto offensivo: in un momento delicato come questo, dove le risorse vanno soppesate in maniera maniacale, questi aspetti vanno tenuti in seria considerazione.


