Nava: "Mexes, colpe importanti. Zapata promessa rimasta tale. Le mosse del Milan mi sembrano chiare..."
Gaetano Mocciaro
In esclusiva per MilanNews Stefano Nava analizza il reparto difensivo dei rossoneri.
Stefano Nava, analizziamo la difesa rossonera. Mexes sembra in uscita, eppure sulla carta sarebbe il centrale più forte
“Questi sono i criteri di Allegri e bisogna anche valutare quello che Mexes ha dato al Milan. Non so quali problemi abbia vissuto lo scorso anno, ma certamente le prestazioni fornite dal francese non sono state all’altezza del suo curriculum. Capisco che quando si perde le responsabilità sono di tutti ma devo riconoscere che lo scorso anno nelle varie competizioni Mexes ha lasciato il segno in negativo: ricordo Barcellona, la coppa Italia, la partita in campionato contro la fiorentina. Insomma, le responsabilità ci sono e pesano”.
Le piace Zapata?
“Zapata è un giocatore che nel corso della carriera ha avuto qualche infortunio, prestazioni altalenati. Era una promessa ed è rimasta tale fino ad oggi. Chissà che le motivazioni date dal Milan e la voglia di imporsi ne facciano un grande acquisto”.
La stagione al Villarreal non è stata affatto positiva
“Ricordo Zapata in una partita che commentai anni fa, come aggregato Primavera dell’Udinese in una partita contro l’Inter. La sua prestazione fu abulica, svogliata. Mi auguro che la maturità raggiunta in questi anni abbia fato crescere dal punto di vista professionale il ragazzo e che questo permetta anche una serietà e continuità a livello di concentrazione e di approccio alla partita”.
In generale, cosa ne pensa di questa difesa? Andando via Nesta e Thiago Silva non conveniva insistere su un giocatore di spessore?
“Per prendere un giocatore di spessore bisogna aprire il portafoglio. Le mosse del Milan mi sembrano chiare. Si cerca la crescita di ragazzi che hanno voglia di fare, guardando ciò che il mercato offriva per la qualità e l’età. Il materiale umano mi pare di primo piano. Certo, Nesta-Thiago Silva è una coppia quasi impossibile da sostituire ma il lavoro di Allegri dev’essere mirato a una crescita dell’organico, a una manovra e meccanismi difensivi. Non uno ma tutti si devono mettere al servizio della squadra e sotto questo aspetto voglio vedere il lavoro di Allegri, che quando allenava il Cagliari con Pisano-Canini-Astori-Agostini prendeva pochi gol, perché faceva lavorare tutto il reparto. Insieme a Tassotti si può lavorare sul materiale a disposizione e stavolta il reparto dev’essere un blocco granitico e non basato sull’individualità, come quando c’era Thiago Silva, che grazie alla sua bravura riusciva a rimediare a qualche magagna”.


