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Le due strade di Cassano: a lui la scelta

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Pietro Mazzara
per Milannews.it
venerdì 17 agosto 2012, 08:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
17.08.2012 08:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Parole, sussurri, spifferi, relazioni e mancate convocazioni. L’estate di Antonio Cassano è stata ricca di emozioni e di chiacchere. Più o meno volutamente innescate. Dalle affermazioni sui gay a quelle sul mercato del Milan in uscita passando per un patto con Allegri che non lo ha convinto fino in fondo per arrivare a un colloquio con Galliani per avere delle conferme sulla sua centralità nel progetto rossonero. Domenica però, nel trofeo Berlusconi, al posto della bocca e delle confidenze, Cassano dovrà far parlare i piedi perché l’amichevole estiva contro la Juventus non è mai tale, soprattutto quando i bianconeri hanno prevalso su di te per lo scudetto. Antonio dovrà dimostrare che le malelingue si sbagliano e che tutto quello che si è scritto negli ultimi giorni può essere avvalorato o meno dai fatti sul campo. La voglia di tornare a Genova, la sua vera seconda casa, è tanta e mai nascosta ma Cassano ha un contratto con il Milan e del Milan è un patrimonio, sia tecnico che economico.

Con le partenze di Ibrahimovic e Thiago Silva, in attesa delle consacrazioni di Boateng e Pato e dell’esplosione di El Shaarawy, il genio di Bari Vecchia, insieme a Robinho, è il leader tecnico di una squadra profondamente mutata nei suoi interpreti che vede in Cassano un punto di riferimento. I compagni, in più occasioni, lo hanno invitato a prendersi le sue responsabilità. Ora che si torna a giocare in Italia e in casa propria, Cassano si trova davanti all’ennesimo banco di prova della sua carriera. Dopo l’intervento al cuore, forse quello più probante perché non ci sono alternative: o si supera l’ostacolo e si diventa grandi oppure si può prendere una strada scomoda che non conviene a nessuno. Quella della convivenza forzata. In tal caso a perderci sarebbero in due: Cassano e il Milan.

per Milannews.it

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