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Matri, Pazzini e Borriello: Allegri ha un preferito, ma deciderà il mercato. Il bilancio frena gli investimenti e il ritorno di Kakà, in attesa del summit di stasera

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
domenica 19 agosto 2012, 00:00Editoriale
autore Matteo Calcagni
19.08.2012 00:00Editoriale

Una settimana all'inizio del campionato, dodici giorni alla fine del calciomercato. Il tempo corre e il Milan prova a tessere i fili, consapevole dei limiti economici e delle necessità della rosa. "Se da qui al 31 agosto arriveranno una punta, un centrocampista e un terzino sinistro saremo più contenti" ha dichiarato Massimiliano Allegri nella conferenza stampa a San Siro, facendo notare quali sono le priorità sul mercato. Il tecnico toscano, concentrandosi principalmente sull'attacco, ha fatto il punto sui tre ventilati obiettivi: Borriello, Matri e Pazzini. Il giallorosso, che dovrebbe lasciare la Roma (probabilmente in prestito), resta il centravanti più facilmente raggiungibile, nonostante un ingaggio molto elevato. Allegri lo ha già allenato nell'estate 2010 e sarebbe pronto a riaccoglierlo, ma il preferito è un altro: Alessandro Matri. Da come ne parla, è evidente che l'allenatore livornese straveda per il bianconero, definito come "l'uomo decisivo nei momenti chiave per lo scudetto della Juventus". Il mister, allo stesso tempo, ha fatto notare le difficoltà della trattativa, con il club bianconero che non sembra intenzionato a lasciar partire l'attaccante. La situazione potrebbe capovolgersi se, e quando, la Juve chiudesse per Llorente: a quel punto Matri diverrebbe una possibilità più che concreta. E Pazzini? L'Inter difficilmente lo cederà al Milan, men che meno in prestito. Lo scambio con Cassano è suggestivo, ma presenta "difficoltà" bilaterali: i nerazzurri necessitano di un vice Milito (e Cassano non lo è), mentre il Milan, cedendo il barese, dovrebbe comunque sostituirlo con una seconda punta. Allegri non ha fatto il nome di Bendtner, ma le alte richieste di ingaggio del danese pongono un freno importante: inoltre l'attaccante dei Gunners, venendo da un campionato estero, avrebbe bisogno di tempo per adattarsi (e il Milan ha bisogno di giocatori pronti all'uso). 

Perchè il Milan, dopo aver incamerato 62 milioni dal Paris Saint-Germain, fatica a fare mercato? La risposta è semplice e risiede nell'attuale esercizio di bilancio. La cessione di Thiago Silva e Ibrahimovic ha tappato il buco, senza però garantire nuove risorse per immediate acquisizioni. Pesano, in questo senso, i mesi di stipendio già corrisposti ai vari Ibrahimovic, Flamini (vecchio contratto), Thiago Silva e i tanti senatori che hanno salutato il Milan: una cifra che, al lordo, si avvicina ai 30 milioni. A partire dal prossimo esercizio, ovvero da gennaio, la riduzione del monte ingaggi avrà un effettivo riscontro economico: le casse potranno respirare, permettendo anche esborsi monetari più consistenti rispetto all'ultimo anno. Nel frattempo, tuttavia, bisogna operare con le poche risorse attualmente a disposizione: per questo motivo si prediligono i prestiti o pagamenti posticipati, in quanto andranno a ricadere sul prossimo bilancio.

La vicenda Kakà è legata a doppio filo col discorso precedente. Il Milan, al momento, non può permettersi determinate spese sia per i cartellini sia soprattutto per gli stipendi. Il brasiliano, come riportato da "Marca", viene valutato venti milioni di euro dal Real Madrid: una cifra che, se non fosse abbassata, renderebbe impossibile il ritorno dell'ex Pallone d'Oro. Poi c'è la questione ingaggio, difficilmente risolvibile anche con le ormai note "spalmature": Kakà ha trent'anni ed è vincolato con le Merengues da un contratto triennale, per un totale di 30 milioni netti complessivi. Il fantasista verdeoro, per rivestire nuovamente la maglia del Milan, dovrebbe rinunciare a quasi metà dei suoi emolumenti: un sacrificio esagerato, quasi utopico. Il summit di stasera tra Berlusconi, Galliani e Allegri sarà rivelatore: il tempo stringe e, nelle prossime ore, si capirà se il "sogno" Kakà andrà riposto o meno nel cassetto.

per Milannews.it

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