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La fuga del re della comunicazione e un silenzio che stordisce

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
martedì 21 agosto 2012, 20:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
21.08.2012 20:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

Erano circa le 3 della notte tra domenica e lunedì quando un capannello di giornalisti molto ben nutrito si è recato da Giannino, quartier generale delle trattative di mercato del Milan. Dentro al ristorante, nella saletta riservata, il quadrato che conta per il Milan. Silvio Berlusconi, Adriano Galliani, Ariedo Braida e Massimiliano Allegri. La sensazione e la speranza di chi era la fuori (c’eravamo anche noi di MilanNews.it) era quella di poter tornare a casa con le parole di Silvio Berlusconi sul mercato e sul futuro del Milan. Un futuro nebuloso, fatto di austerity e di bilanci in ordine che i tifosi faticano ad accettare. Le fasi dell’attesa vengono rispettate fin quando dalla porta della saletta in cui hanno cenato i vertici rossoneri, non inizia a muoversi qualcuno. Sono le guardie del corpo del presidente. Una di queste si avvicina al capannello di giornalisti creatosi dentro la sala principale, vicino alla parete con i migliori vini in circolazione. Per evitare danni alle preziose bottiglie (nel vero senso del termine), si decide che l’intervista a Berlusconi la si farà fuori dal ristorante.

Ma qualcosa non quadra. Galliani, Allegri e Braida escono in processione dalla sala dove hanno cenato e iniziano a parlare con i giornalisti ma di Berlusconi nemmeno l’ombra. Poi il dubbio. “Ci ha fregati” è la frase che ricorre maggiormente dentro al locale. La sensazione diffusa è che si sia potuto innervosire visto il dispiegamento di forze mediatiche e la mancanza di voglia di ripetere quello che aveva già detto nell’intervista del 31 luglio a Milan Channel. Così la decisione di andarsene, senza rilasciare dichiarazioni e di lasciare la scena a Galliani e Allegri. Un silenzio che stordisce perché difficilmente Berlusconi si era tirato indietro dal parlare di quello che lui definisce da sempre come un affare di cuore. Dal 2009 anche una questione di bilancio.

per Milannews.it

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