Che Milan sarà?
Stefano Maraviglia
Argomento nei bar, nel web e tra gli addetti ai lavori: che Milan sarà quello di oggi e dell'immediato domani? Lo scetticismo regna sovrano, troppi i campioni persi, troppi i nomi nuovi arrivati e troppo netto il divario tra chi ha lasciato e chi è approdato. Sulla carta ci si aspetta un Milan orgoglioso, famelico, ma si sa, nel calcio non basta solo questo a portare i tre punti o, a condurre la squadra verso prestigiosi successi. Il mercato volge al termine, ma manca relativamente tanto, prima c'è l'esame Sampdoria da superare. L'esordio in campionato in casa, contro un'avversaria determinata, rinforzata e carica a molla, è difficile quanto stimolante, il fattore campo inciderà senza dubbio, ma l'amalgama del gruppo di Allegri è ancora lontana da livelli adeguati e l'insidia si cela dietro l'angolo. Sul fronte mercato, i nomi fioccano in maniera copiosa, i rumors sono continui e assordanti, ma i risultati smentiscono ogni previsione o quasi. Si infortuna Pato e si pensa a Ze Eduardo, sembra essere saltata qualsiasi logica, soprattutto quando tramonta l'affare, per cause sulla bocca di tutti, ma a conoscenza di pochi. Il dato di fatto è solo uno: ai rossoneri urgono rinforzi determinanti dal punto di vista tecnico-tattico, non solo per la stagione prossima all'inizio, ma anche per il futuro. Descrivere oggi il Milan è semplice, se si punta ad obiettare ogni mossa criticandola aspramente, resta più complicato se si cerca di attribuire una logica e un perchè, ad ogni scelta fatta dalla società. La speranza di tutti per vedere un Diavolo maggiormente quotato è riposta nel mercato, in Adriano Galliani e in Silvio Berlusconi. I segnali finora non sono stati incoraggianti, ma se è vero che si vuole e deve restare ai vertici per garantire longevità al club e al suo progetto, non è tollerabile brancolare al buio, a pochi giorni da un inizio sicuramente in salita e con un percorso (quello stagionale), da pianificare per tempo.
Twitter - Stefano Maraviglia: SteMaraviglia


