Servono risposte immediate dal mercato e dal campo
Emiliano Cuppone
La prima uscita stagionale del Milan conferma alcune impressioni e rimanda le valutazioni sulle speranze.
L’addio di Ibrahimovic, e le speranze di un gioco diverso e maggiormente armonico ad esso legate, non ha sortito l’effetto “desiderato” sulla manovra del diavolo. Si puntava sulla possibilità per Allegri di esprimere un gioco differente, più consono alle sue corde, fatto di verticalizzazioni e tanta corsa, di inserimenti dei centrocampisti e gestione della sfera. Il Milan “ammirato” contro la Samp non ha espresso nulla di tutto ciò, lento, lungo, abulico, non ha creato pressoché alcun pericolo alla porta blucerchiata per lunghi tratti della partita.
A dir la verità, a tratti, in attimi fuggenti della sfida, si è visto qualcosa, la manovra provava a partire, il pallone passava fra i reparti puntando dritto verso la porta, fra veli e tocchi intelligenti, ma sono stati solo piccoli sprazzi di un gioco che ha latitato per tutta la gara.
Normale che le valutazioni non possano essere definitive dopo soli 90 minuti, siamo all’inizio ed è normale che i meccanismi non siano oleati (a maggior ragione se la squadra titolare viene stravolta come accaduto quest’estate con il Milan), ma la partita con i blucerchiati ha evidenziato quelle mancanze che Allegri (e non solo) lamenta ormai da maggio.
Al diavolo serve (anche urgentemente) un mediano capace di essere schermo davanti alla difesa e di impostare la manovra. Riccardo Montolivo (forse appena sufficiente contro la Samp), adattato in quella posizione che non sente sua (come ripetuto all’infinito nei mesi scorsi), non riesce ad essere geometra e tantomeno diga per una linea difensiva che (forse memore degli errori del Trofeo Berlusconi) è rimasta piuttosto bloccata, allungano (e non poco) la squadra per lunghi tratti del match.
Ecco, la difesa, reparto che non ha giocato male, ma che sembra avere bisogno di un leader vero. Mexes ha confermato nel prepartita che non ha alcuna intenzione di lasciare il Milan, ma l’inserimento di Yanga-Mbiwa (imponente ed ottimo a tenere alta la linea difensiva, almeno stando a quanto abbiamo visto negli ultimi match del Montpellier) non sarebbe poi una cattivissima idea.
Infine la questione Kakà, per molti ormai prossimo a vestire nuovamente la maglia rossonera, per alcuni un vezzo poco utile, ad opinione di chi scrive un acquisto quasi indispensabile. Il brasiliano è uomo di qualità e carisma (e ce ne vorrebbe più d’uno nel Milan visto nei primi 90 minuti), ma, soprattutto, è un giocatore capace di garantire il cambio di passo, di semplificare il gioco e creare superiorità numerica, in grado inoltre di far transitare il pallone fra le linee con una certa celerità (cosa che sembra servire come il pane al diavolo, e che Boateng non sembra in grado di fare).
Aspettiamo risposte nei prossimi giorni da Adriano Galliani che dovrà compiere un mezzo miracolo negli ultimi scampoli di mercato, dovrà garantire a Massimiliano Allegri una rosa di gran lunga meglio assortita, magari con tre acquisti (uno per reparto) dal peso specifico importante. Risposte, e tante, dovrà darne anche il tecnico livornese che, contrariamente a quanto detto in maniera ironica in conferenza, non dev’essere solo capro espiatorio. Da lui ci si aspetta che sappia dare un’identità ad una squadra che ha perso tante delle sue certezze, che sappia dare anima e, soprattutto, gioco a questo Milan che ha deluso e non poco sin qui.


