E' questo che volete?
Salvatore Trovato
L’appello è rivolto direttamente all’alto, al vertice della piramide dirigenziale: il presidente Berlusconi deve correre subito ai ripari. Siamo solo alla prima, ok, ma qui la classica frase di circostanza non può reggere. Se il buon giorno si vede dal mattino, dicevano quelli che la sapevano lunga, si prevedono nubi sparse e temporali di forte intensità per tutta la stagione. Questo non è il Milan, non può esserlo. Dalla difesa all’attacco, la carenza di qualità e personalità è tanto evidente quanto imbarazzante e preoccupante, così come l’assenza di una guida tecnica capace di scuotere e far decollare una squadra che di big ha ormai solo il nome, il blasone. Gioco latitante, grinta pari a zero, voglia ai minimi storici: neanche l’1-0 doriano sveglia gli uomini di Allegri, incapaci di imbastire una reazione quantomeno ragionata, organizzata, concreta.
I pali? La sfortuna? Niente di che, sono lo specchio di un gruppo che ha già iniziato col piede sbagliato il campionato e non sembra avere grandi margini di miglioramento. La dirigenza deve intervenire, le frasi stanno a zero: servono rinforzi veri non scarti di fine agosto, gente da Milan non soltanto da Serie A. Come può reggere una baracca privata in un sol colpo di ogni pilastro? Chi dovrebbe prendere in mano la situazione? Questo Bonera? L’attuale Boateng (molto meglio quello dello spot)? O forse il "sempreverde" Ambrosini? Montolivo fuori ruolo (ok, era una necessità), terzini sempre bloccati, centrocampisti compassati, attaccanti impalpabili (si salva solo Binho, giusto un po'). Dalla panchina, poi, entrano pedine di certo non in grado di cambiare marcia. E c’è già chi piange nel ricordo di Ibrahimovic e Thiago Silva... Ok, si dirà, siamo solo all’esordio: bene, ma è proprio questo che volete?


