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Da Barbuti a Costa: trova le differenze

autore
Gaetano Mocciaro
per Milannews.it
lunedì 27 agosto 2012, 12:00Primo Piano
autore Gaetano Mocciaro
27.08.2012 12:00Primo Piano
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Costa come Barbuti, un eroe alternativo a guastare la prima della Scala del calcio ai tifosi milanisti. Ieri come nel 1986 il Milan cade all’esordio, ieri come nel 1986 la proprietà è la stessa, ma diverse sono le prospettive. Ventisei anni fa il primo Milan di Berlusconi si avviava al nuovo campionato con grandi nomi ed entusiasmo a mille: Giovanni Galli, Donadoni, Massaro, Galderisi, Dario Bonetti. Non si bada a spese, l’obiettivo è vincere e convincere. Un Milan che, fatte le debite proporzioni e considerati i paletti dell’epoca (si potevano avere solo due stranieri) era il Manchester City o il Paris Saint-Germain dell’epoca. Ma alla prima di campionato il neopromosso Ascoli con Massimo Barbuti andò a vincere, rimettendo con i piedi per terra la squadra allora allenata da Liedholm. Le basi per fare bene, però, c’erano eccome e oltre agli innesti già citati si poteva contare su una base solida, formata da giovani di talento come Paolo Maldini e certezze come Mauro Tassotti, Franco Baresi e Pietro Paolo Virdis. Alla fine la bontà del prodotto portò a un quinto posto finale, base dalla quale fare gli innesti giusti l’anno successivo e costruire una delle squadre più forti di tutti i tempi.


Ventisei anni dopo e dopo esser diventato il club più titolato al mondo la stanchezza e l’austerity la fanno da padrona. Il Milan e la Serie A non sono più prosperi come 26 anni fa e il mercato, al contrario di 26 anni fa, ha portato tanta delusione fra i tifosi. La base solida, costruita negli anni, si è letteralmente sfaldata: via Nesta, Gattuso, Seedorf, Inzaghi e anche Zambrotta. E via le due colonne portanti Ibrahimovic e Thiago Silva. L’addio di Cassano ha privato il Milan a pochi giorni dal via quel po’ d’imprevedibilità rimasta, gettando nello sconforto il pubblico. Dall’entusiasmo del 1986 alla speranza di un colpo di scena che dia un senso alla stagione: quell’”aspettiamo fiduciosi” esibito a San Siro è la speranza di tutto un popolo che ha capito che un’era sta per finire. E vedere come il poco conosciuto Costa della Sampdoria, neopromossa come quell’Ascoli, rovina la prima giornata come allora sembra quasi chiudere un cerchio.

per Milannews.it

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