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Kakà-Milan, vi spieghiamo il nodo fiscale emerso oggi

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 27 agosto 2012, 18:26Primo Piano
autore Pietro Mazzara
27.08.2012 18:26Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

La frenata della trattativa per il ritorno di Kakà al Milan, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe dovuta a motivi prettamente fiscali. Ma che cosa vuol dire tutto questo? Proviamo a spiegarlo. Abitualmente, la formula del prestito ha una durata massima, per convenzione, che va dai 6 ai 12 mesi (in occasione delle sessioni di calciomercato) con la possibilità di un suo rinnovo per altri 12 mesi dopo la scadenza del primo termine. Il Milan per motivi propri di bilancio che vuole salvaguardare avrebbe proposto un prestito oneroso con l’ingaggio a carico sia dei rossoneri che dei blancos. Questo andrebbe a favore dei madridisti in quanto, fiscalmente, è assolutamente favorevole per loro grazie alla fiscalità spagnola in quanto si troverebbero a pagare le tasse sulla parte residua dell’ingaggio di loro competenza sfruttando al massimo i benefici della legge Beckham in quanto il contratto di Kakà gode ancora del vecchio regime fiscale. Il Milan, dal canto suo, non sforerebbe il proprio tetto del monte ingaggi. Il problema arriva sul pagamento del cartellino del giocatore che se fosse venduto avrebbe il valore residuale dell’ammortamento del giocatore, ovvero 34 milioni di euro. E’ chiaro che Kakà, oggi, non vale quella cifra e si trova prigioniero del proprio contratto. Al momento il Real ha ammortizzato 33 milioni dei 67 iniziali.

Essendo il contratto di sei anni, l’ammortamento annuale del solo cartellino equivale al numero di anni della durata del contratto sottoscritto. Il Real preme per la cessione a titolo definitivo di Kakà in quanto, se tale ipotesi si dovesse verificare, nell’esercizio di bilancio 2012-13 i blancos inserirebbero l’intero importo del giocatore. In caso di prestito, il Real continuerebbe ad avere un ammortamento annuale di 11 milioni per i prossimi tre anni. Il Milan vanta dal Real un credito residuo dell’operazione del 2009 pari a 8 milioni di euro. Da qui viene la richiesta finale di Perez che è pari alla differenza tra l’ammortamento e il debito ancora non estinto. Chi spenderebbe, in questo momento, 24 milioni di euro per Kakà più l’ingaggio? Senza buonuscite da parte del Real e senza il dimezzamento dell’ingaggio da parte di Kakà, l’operazione risulta impossibile e insostenibile. Vedremo gli sviluppi dei prossimi giorni. Questa è la situazione ad oggi.

per Milannews.it

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