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Pentole e coperchi: il Diavolo deve trasformarsi

autore
Luca Guazzoni
per Milannews.it
mercoledì 24 ottobre 2012, 12:00Primo Piano
autore Luca Guazzoni
24.10.2012 12:00Primo Piano
Federico Gaetano
Federico Gaetano

Partiamo da un fatto: peggio di così per i rossoneri è difficile scavare. Proseguiamo però su un dato statistico: tre sconfitte in fila – il massimo consentito per una squadra che punta in alto - anche in un’annata da tregenda non si sono ancora viste. E il Milan arriva dallo scivolone del derby e dalla scoppola di Roma con la Lazio. L’equazione è semplice, lineare: perdere significa morire (in senso figurato e sportivo). Perché se il Diavolo a Malaga non farà pentole e coperchi, sarà dura risollevarsi in tempi brevi. Esonero o non esonero di Acciuga Allegri.
Per mille ragioni che vanno oltre ai conti, ai bilanci, al cammino in Champions o al ripescaggio in Europa League (visto che per ora in Champions gli ottavi sono avvicinabili non sbagliando le gare di San Siro). Ma per l’antico adagio del “vincere aiuta a vincere, perdere aiuta a perdere”.

Soprattutto in una piazza esigente come quella di Milano. Aumentano le pressioni, aumentano le paure, aumenta il rischio di un crollo emotivo. Un calo di fiducia e un crollo nella motivazioni (già che stare a 15 punti dalla vetta in campionato è delitto rivedibile) sarebbero la coltellata letale ad un gruppo che fatica da matti a trovare la giusta amalgama e la giusta chimica.
Il Milan, questo Milan, deve dare la dimostrazione di avere personalità, caratteristica da non confondere con l’orgoglio mostrato proprio nel derby e contro la Lazio. Solo con lo Zenit, guarda caso in Champions, la squadra ha dato la sensazione di approcciare la gara nel modo corretto. Con lo spirito guerriero che si chiede a chi indossa il rossonero. In questo sarà senza dubbio l’ultima spiaggia: poter portare in giro quel ‘7’ stampato sulla manica a testa alta e poter dire con voce profonda: “Non avremo più i campioni, ma siamo sempre il Milan”. Che non sarà vincere l’Intercontinentale, ma almeno è un punto d’inizio, no?

per Milannews.it

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