Esperimento non riuscito
Matteo Calcagni
L'esperimento messo in atto da Allegri, desideroso di uscire da "La Rosaleda" con un risultato positivo, non ha dato i suoi frutti. I rossoneri si sono schierati con un inedito 3-4-3 che, vista l'identità difensiva messa in mostra, si è rivelato ben presto un 5-4-1, con El Shaarawy ed Emanuelson che raddoppiavano in aiuto a De Sciglio e Constant. L'idea di fondo poteva anche essere buona, ma lo spirito rinunciatario si è visto già nel primo tempo, quando l'undici milanista si è preoccupato più di coprirsi che di far male all'avversario. La missione, per quanto riguarda i quarantacinque minuti iniziali, è parzialmente riuscita, se non fosse per il rigore (generoso) fischiato da Proenca e poi fallito da Joaquin. La nave però ha cominciato a barcollare nella ripresa quando, insieme alla fatica rossonera, è aumentata la pressione offensiva del Malaga, insidiosissimo con frequenti e famelici tagli nell'area rossonera. La cerniera Montolivo-Ambrosini non è più riuscita a reggere il vorticoso possesso palla andaluso, con i terzini/esterni milanisti che mano a mano retrocedevano, senza offrire sbocchi per la riconquista del pallone a centrocampo. In quel momento sarebbe forse servito un altro mediano, trasformando l'assetto in un 3-5-2 con più densita a livello centrale.
Dopo un paio di pericoli scampati, è arrivata la rete di Joaquin, servito magistralmente da Iturra, che ha sostanzialmente ribaltato i piani del match, costringendo gli uomini di Allegri ad inseguire. Pato e Bojan sono subentrati a Constant e Acerbi, raddoppiando il numero degli attaccanti per il forcing finale. Nonostante il Milan fosse spaccato in due tronconi, con gli spagnoli in controllo quasi totale, c'è stato spazio per un paio di ghiotte occasioni: prima El Shaarawy che si è fatto deviare un tiro da Cabellero, poi Mexes che dal conseguente calcio d'angolo ha centrato Demichelis a portiere battuto. Dopo quel doppio sussulto, i secondi sono passati senza emozioni, col Malaga che ha festeggiato la vittoria e il punteggio pieno nel girone di Champions. Se la difesa a tre ha offerto maggior copertura, limitando i pericoli alla porta di Amelia, le occasioni rossonere sono diventate decisamente più esigue: un aspetto che dovrà essere rivisto, soprattutto se si vorrà continuare con uno schieramento simile. Il Milan resta a quattro punti, con lo Zenit che è salito a tre: tutto è ancora aperto, ma il margine di errore, se si vorrà conquistare gli ottavi di finale, è certamente ridotto.


