Il momento del Principe
Emiliano Cuppone
Eroe dello scudetto 2011, trascinatore per lunghi tratti della sua esperienza rossonera, Kevin Prince Boateng era chiamato alla definitiva consacrazione in questa stagione. La partenza è stata di quelle disarmanti, a dispetto del numero 10 sulle spalle (spesso sintomo di leadership), il Boa ha messo in fila una serie di prestazioni a cavallo fra l’irritante ed il deprimente.
Prima le scelte di Allegri, poi un problema al ginocchio l’hanno costretto ai box per un po’, guardando il Milan cambiare moduli (alcuni dei quali l’avrebbero escluso dai piani del livornese), per poi tornare al 4-2-3-1 dove Bojan Krkic sembra essersi preso il ruolo di trequartista. Messo all’angolo e circondato da voci di mercato sempre più insistenti, il tedesco è tornato a lavorare sodo alla ricerca di un posto da protagonista in questo nuovo Milan che sembra iniziare a convincere anche lui.
L’atteggiamento con cui KPB è entrato in campo nelle ultime due uscite del diavolo (grintoso, concentrato, pronto al sacrificio) è stato quello dei tempi migliori, di quando il ragazzo si metteva a disposizione della squadra e del tecnico, cosciente di aver fatto un salto di qualità deciso nella propria carriera.
Sembra essere passata la delusione per le cessioni di quest’estate, per il mancato adeguamento dell’ingaggio (causa primaria del malessere di inizio stagione secondo alcuni), o quantomeno sembra essere stata messa da parte per provare a tornare grande con la maglia rossonera.
Dopo un cambio così netto, dopo due prestazioni che, seppur limitate nel tempo, sono state piuttosto convincenti, adesso sta a Massimiliano Allegri. Il Boa ci ha messo del suo, ha chinato il capo e si è piegato alle logiche di squadra, ha riscoperto umiltà ed abnegazione tattica, ora il livornese deve dare un seguito e trovare il giusto spazio per il ragazzo col numero 10, altrimenti si rischia di perderlo definitivamente. Che sia da trequartista o da esterno (come provato nelle ultime uscite), piuttosto che da falso nove (come tentato in estate), Boateng è un elemento di raro talento, un giocatore di un livello superiore a quello medio di questo Milan, non può restarne ai margini, è il momento di gettarlo nella mischia affinchè possa fare la differenza come ci si aspetta da lui.


