La difesa di burro
Luca Guazzoni
“Con gli attacchi si vendono i biglietti, con le difese gli anelli”. L’antico detto americano Nba e Nfl (dove anello per chi non lo sapesse è il simbolo del trionfo in campionato) è in realtà un adagio universale, che vale ad ogni latitudine, in ogni sport. Perché non prendendo gol (punto o meta) di certo perdere non si può. La gara contro la Fiorentina invece è stata l’ennesima dimostrazione che questo Milan non arriverà a nessun anello, nemmeno a quello nuziale con cui Boateng convolerà a nozze con la bella Melissa.
Sedici partite ufficiali dal 26 agosto (Milan-Samp 0-1), 20 gol subiti. Più di uno a partita. In campionato tanto per citarne ha fatto meglio anche il Siena, battuto solo 14 volte contro le 16 dei rossoneri. In casa del Diavolo in più resta la triste sensazione di poter prendere modo in qualsiasi momento, in qualsiasi modo, da qualsiasi giocatore. Nello specifico da Aquilani, primo sigillo con i Viola, alla prima da titolare, ma persino da Borja Valero e El Hamdaoui, entrambi alla prima rete in A. In generale da calcio da fermo, da sassate dalla distanza e pure direttamente da rimessa laterale. Servizio completo.
Affondati.
Per 7 volte. Con tutte le coppie centrali possibili ed immaginabili e con ogni paio di terzini a disposizione. Solo per 3 volte la porta rossonera è rimasta inviolata: contro Anderlecht (0-0), Cagliari (2-0) e Genoa (1-0). Ovvero dopo Pescara e Palermo i peggiori attacchi della Serie A. E insieme aa pericolosissimo Nordsjaelland il peggior attacco dell’intera Champions League – una rete in 4 gare -.
Zapata è un lontano cugino del giocatore che aveva impressionato a Udine e consanguineo stretto di quello del retrocesso Villareal, Yepes e Bonera garantiscono un apporto minimo garantito o quasi ma nessun picco, Mexes assomiglia sinistramente ad un cotechino biondo platino. Se poi si aggiunge per costrizione l’obbligato utilizzo di Constant come terzino – ogni backdoor è gol, chiedere ad Eliseu -, il dramma piove sulla testa di Allegri. Bonera liscia sul gol di Aquilani e ‘ciuffo-ribelle’ Mexes interviene impaurito dalla ‘non-chioma’ di Borja Valero – perdendo un contrasto da licenziamento immediato –. Robe da Seconda Categoria, per di più in zone da retrocessione.
Sostituire Nesta e Thiago Silva nella stessa estate e in tempo di austerity era oggettivamente improponibile. Certo che fare peggio di così lo è altrettanto.


