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Attacco rossonero: 15 reti su 22, El Shaarawy e Bojan i punti fermi. Robinho via, Boa in bilico, Pato e Niang restano perchè...

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Riccardo Casali
per Milannews.it
mercoledì 14 novembre 2012, 12:00Primo Piano
autore Riccardo Casali
14.11.2012 12:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

Vediamo il comportamento e le prestazioni dell’attacco rossonero in questo scorcio di stagione. I rossoneri hanno disputato 16 partite ufficiali  realizzando complessivamente 22 reti, settimo attacco della Serie A. Di queste 22 reti ben 15 sono state realizzate dal reparto offensivo. Numeri alla mano si può affermare che in questa sciagurata stagione il reparto offensivo è quello che ha deluso di meno (esagerato parlare di piena promozione). A proposito di attacco, in attesa di sapere se le voci su un possibile arrivo di Mario Balotelli al Milan siano etichettabili come fantamercato, ecco com’è ad oggi la reale situazione del reparto offensivo rossonero tra chi è sicuro del posto, chi parte, e chi è sospeso.


CHI RESTA: Stephan El Shaarawy, capocannoniere rossonero con 9 centri, pochi giorni fa è stato blindato con un nuovo contratto dalla società di via Turati per evitare il moltiplicarsi delle sirene di mercato alla riapertura delle liste. Aggiungere un aggettivo, ai molti che sono stati spesi, alle prestazioni del Faraone ci pare superfluo. Ci limitiamo ad un banale elenco di dati statistici: Stephan è il rossonero finora più presente in campo, 13 presenze condite da 8 gol ma non solo. Il nuovo cardine del dopo-Ibra si è fatto notare e soprattutto apprezzare, da compagni e pubblico, per l’impegno, lo spirito di sacrificio che mostra ogni volta che indossa la maglia rossonera. In una sola parola: insostituibile. Il secondo cannoniere della squadra rossonera è Gianpaolo Pazzini, 13 presenze e 5 reti (tutte in campionato). Il Pazzo pur destando molte perplessità per l’adattabilità alle caratteristiche di questa squadra sta facendo il suo, considerando il fatto che spesso si ritrova punta avanzata senza palle giocabili, per non parlare di cross (quasi totalmente assenti in questo Milan). Quindi l’ex punta dell’Inter è destinata a rimanere perlomeno fino a fine stagione, anche per difendere l’investimento fatto dalla società rossonera per averlo (circa 8 milioni di euro nello scambio con Cassano). Bojan Krkic, pur centellinato oltremisura da Massimiliano Allegri, si sta guadagnando la stima di tutti e la possibilità di essere riscattato. Il talento catalano nelle volte in cui è entrato in campo ha sempre fornito la scossa alla squadra, si veda Palermo e in parte contro la Fiorentina, e inoltre è uno dei pochi ad avere la qualità, i tocchi, le gambe e il fiato per aggiustare la stagione rossonera. Adesso non resta solo che concedergli maggiore spazio, non solo a partita in corso…


Fino a qui abbiamo visto gli attaccanti che si stanno meritando, chi più chi meno, di rimanere in rossonero. Adesso analizziamo due casi particolari: M'Baye Niang e Alexandre Pato. Il 17enne ex Caen, che ha debuttato seppur per pochi istanti nella vittoria di Bologna, finora si sta facendo notare più per le scorribande e per i guai provocati fuori dal campo che per le sue prestazioni sul rettangolo verde. Tuttavia è notizia di qualche ora fa di un rifiuto della dirigenza rossonera alla richiesta di prestito avanzata dall’Everton. Segno inequivocabile che Galliani, nonostante tutto, crede nelle potenzialità del ragazzo e ritenga giusto aspettarlo ancora, anche perché in fin dei conti è nel pieno dell’età della maturazione. Mentre per quanto riguarda Pato la situazione è delicata: in molti, se non proprio tutti, adesso si stanno mangiando le mani per il suo rifiuto nel gennaio scorso ad un approdo al Psg, trasferimento che avrebbe portato a Milano Carlitos Tevez e forse uno scudetto in più al Milan. Ma questa è storia costruita sui ''se'' e i ''ma'', rimaniamo ai fatti concreti. L’attaccante brasiliano, dopo il rigore gettato al vento contro la Fiorentina e la scialba prestazione offerta, è sul banco degli imputati in casa rossonera. Il Papero sembra frenato dal punto di vista psicologico dai numerosi infortuni subiti (15 dal gennaio 2010). Tuttavia adesso non è il momento di metterlo sul mercato per un duplice motivo: a) la mancanza reale di offerte e b) la fiducia che nutre la dirigenza di rivedere il fuoriclasse intravisto nelle prime due stagioni rossonere.
Al momento l’unico sicuro partente è Robson de Souza, ai più noto come Robinho. Il brasiliano è ancora a secco in questa stagione e si sta facendo notare più per il suo atteggiamento indolente in campo che per le sue prestazioni. Dopo essere stato vicino ad agosto ad un rientro in patria nel Santos, pare ormai chiaro che il trasferimento avvenga nella finestra di gennaio, con un conguaglio per la società rossonera di 9 milioni di euro più il risparmio del pesante ingaggio del brasiliano (4 milioni di euro netti). Infine il rossonero maggiormente in bilico è Prince Boateng: il ghanese è la vera delusione, insieme a Pato, di questa stagione rossonera. Da trequartista ha collezionato prestazioni horror in serie, da mezzala si è limitato al compitino: un ruolo ben diverso rispetto alle responsabilità affidatagli dalla partenza di Ibrahimovic. In questo quadro avvilente, il Boa sarebbe anche sul mercato ma il problema è la mancanza di un acquirente disposto ad investire su di lui.
 

per Milannews.it

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