La coperta è corta per il diavolo
Emiliano Cuppone
La situazione di classifica del Milan è a dir poco preoccupante, proprio quando le cose sembravano poter andare meglio, con un tre risultati utili consecutivi in campionato (record stagionale ahinoi), più il buon pareggio di Champions con il Malaga, è arrivata la deprimente sconfitta patita per mano della Fiorentina.
Ancora una volta le disattenzioni difensive a mettere in ginocchio il diavolo, evidenti in occasione dei primi due gol viola arrivati addirittura da fallo laterale, con macroscopiche colpe della premiata ditta Montolivo-Mexes.
Sembra che la convalescenza di questo Milan sia legata soprattutto ad una questione d'instabilità difensiva, con la squadra che balla pericolosamente ogni qualvolta in cui gli avversari s'affacciano dalle parti di Christian Abbiati o Marco Amelia. In questo senso la sfida con la Fiorentina è emblematica, con i viola che sono arrivati in zona di tiro per quattro volte, mettendo a segno tre reti e colpendo un palo a portiere battuto.
La sensazione è che al momento l'attacco di Allegri sia il reparto trainante di una squadra che sin qui è andata in rete per 18 volte in 12 partite, di cui ben 11 nelle ultime 4 gare (solo 7 quelle siglate nelle prime 8 sfide, a conferma della rinascita delle punte rossonere, vero anche che ne sono arrivati 5 al Chievo in una volta sola), trascinato da Stephan El Shaarawy (8 gol che rappresentano il 44% delle segnature, con il miglior rating del campionato italiano), ben congeniato visto che occupa anche la terza posizione (alle spalle di Juventus e Roma) nelle stime di tiri verso la porta avversaria (16 ogni match, contro i 18 bianconeri ed i 17 giallorossi).
Il Milan domina in Serie A per percentuale di possesso palla (la migliore con oltre il 59%), seconda alle spalle della Juventus per passaggi effettuati (526 contro 546), ma con la medesima percentuale di successo (oltre l'86%).
La fase offensiva del diavolo, contrariamente a quanto si evince dai risultati, è evidentemente una delle migliori del nostro campionato, una squadra che tiene il pallone, lo gestisce con dovizia, arriva al tiro con facilità e, soprattutto nell'ultimo periodo, trova più che discretamente la via del gol.
Nonostante ciò, però, la differenza reti è pari a 2 (dieci volte inferiore a quella della Juventus, ma peggiore anche di quella del Torino per esempio), colpa di una stabilità difensiva che non riesce a stare dietro alla crescita della prolificità degli avanti rossoneri. Se il dato dei gol segnati è cresciuto esponenzialmente nell'ultimo periodo, infatti, allo stesso tempo non è calato, anzi è aumentato anche il numero dei gol subiti (10 nelle ultime 4 gare, contro i 6 delle precedenti 7 sfide). L'analisi è chiara, il diavolo migliora da un lato, ma patisce inevitabilmente dall'altro, a conferma che la coperta di Massimiliano Allegri è piuttosto corta. Per un attacco che ritrova fiducia, c'è una difesa che balla pericolosamente ogni qualvolta gli avversari superano la metà campo e, in maniera ancor più evidente, quando hanno un'occasione da calcio da fermo. Che sia una questione di schemi o di singoli (molto spesso la risposta è stata quest'ultima), il livornese sembra aver sistemato un lato, ma peggiorato l'altro, non resta che sperare che sappia trovare anche la soluzione al secondo problema.


