Qualità al potere, il Milan è di due grandi protagonisti
Antonio Vitiello
Appena 20enne e già leader indiscusso dello spogliatoio rossonero. Stephan El Shaarawy non vuole più fermarsi e sta continuando a condurre per mano questo Milan malconcio che non vuole saperne di guarire definitivamente. Numeri spaventosi per il giovane Faraone, 10 gol in 13 partite di campionato, 15esimo centro stagionale e prestazioni sempre al di sopra della sufficienza. La definitiva consacrazione di El Shaarawy è arrivata dopo l'addio di Ibrahimovic e con la consapevolezza che in attacco resta l'unico vero campione a disposizione di Allegri. Con Robinho e Pato che si alterano in infermeria, Pazzini e Bojan che non hanno le caratteristiche di trascinatori, il vero punto di forza di questa squadra resta solo il Faraone. Per chi pensava ad un seconda stagione di assestamento, El Shaarawy ha risposto con i fatti dimostrando che ha dovuto fare le cose in fretta e crescere prima del previsto, per caricarsi la squadra sulle spalle e salvare il salvabile.
Se in avanti c'è un protagonista indiscusso, anche a centrocampo il Milan ha trovato il suo uomo. Si tratta di Riccardo Montolivo che da un mese a questa parta ha trovato il suo spazio e sta regalando grandi giocate. Corsa e inserimenti, gol e assist, contrasti e manovre ragionate. Non a caso Montolivo e El Shaarawy sono gli unici due milanisti convocati nella nazionale di Cesare Prandelli. E proprio loro due contro la Francia hanno confezionato la rete del vantaggio azzurro con gol e assist. Sono gli unici due uomini che possono portare il Milan ad un livello discreto e risollevarlo dalla mediocrità del presente. Quindici punti in tredici partite sono troppo pochi per una squadra che ha gli ingaggi più alti della serie A e ha una struttura societaria pazzesca intorno al gruppo. La prova di Napoli è stata però convincente, segno che qualcosa sta mutando. La visita del presidente Berlusconi a Milanello evidentemente ha avuto degli effetti immediati sul morale degli uomini di Allegri. Ma senza dubbio oltre alle parole servono anche fatti e a gennaio c'è bisogno di rinforzare pesantemente la rosa. Se il Milan interviene con decisione sul mercato potrebbe almeno salvare una stagione che ad ora è a dir poco disastrosa.


