Quando sale la pressione...
Matteo Calcagni
Nell'occhio del ciclone dopo la sconfitta con la Fiorentina, (ri)confermato dalla società a seguito di un'attenta analisi, Massimiliano Allegri ha gestito con maestria una settimana ad altissima pressione. L'allenatore toscano ha spronato i suoi, "impaurendoli" col monito della retrocessione e rispolverando gli stimoli sopiti da un claudicante avvio stagionale: "Parlando con i ragazzi in allenamento, visto che la paura fa novanta, una frase così poteva fare bene. - Ha dichiarato il tecnico a "Sky Sport" - Questa squadra può avere una classifica diversa ma con un atteggiamento diverso". Messaggio percepito da tutti visto che, al San Paolo, si è rivisto lo spirito combattivo del gruppo e non solo quello dei singoli. Le parole del Presidente Berlusconi hanno fatto il resto e, contro una delle prime tre forze della Serie A, l'undici rossonero è riuscito non solo a giocare bene, ma anche a rimontare da una situazione clamorosamente tragica.
Le stesse scelte di formazione, che avevano destato qualche interrogativo alla vigilia, sono parse quantomeno indovinate: Bojan si è comportato bene da centravanti, il "defilato" Boateng ha risfoderato gli artigli e De Jong, come vertice basso, ha probabilmente disputato la miglior prestazione in rossonero. Allegri è riuscito a rinvigorire l'orgoglio dei suoi, azzeccando anche la tattica giusta: il Milan ha disputato una gara coraggiosa e gagliarda, rischiando pochissimo e mettendo in seria difficoltà la retroguardia partenopea. Con un po' d'attenzione aggiuntiva, senza concedere quelle due reti evitabilissime in avvio, i rossoneri avrebbero potuto tranquillamente conquistare l'intera posta. Per questo motivo l'allenatore livornese, nel postpartita, è sembrato deluso nonostante l'importante rimonta, sottolineando le occasioni sciupate e mal gestite dai suoi negli ultimi trenta metri. La strada è comunque quella giusta, anche a giudicare dalla produzione offensiva della squadra: il tecnico ha saputo riordinare la matassa, affacciandosi nella maniera migliore all'attuale e decisivo "tour de force".


