ESCLUSIVA MN - Montecalvo: "Il Milan è Berlusconi, la sua presenza un vantaggio. Cessione club, spending review e legge sugli stadi: vi dico la mia"
Luca Iannone
La redazione di MilanNews.it ha raggiunto in esclusiva Fabio Montecalvo, presidente della World Football Management e della FM Communications, azienda che si occupa di comunicazione, di marketing internazionale e di consulenza verso altre società. Montecalvo, inoltre, è anche piuttosto vicino al presidente rossonero Silvio Berlusconi.
Napoli-Milan è stata una partita da dentro o fuori per Allegri?
“In effetti, mister Allegri ha ricevuto direttamente la fiducia con una telefonata del presidente Berlusconi, che venerdì è stato a Milanello per un face to face motivazionale con ogni singolo giocatore. Di contro, ritengo che, in questo momento, ogni partita che il Milan andrà a disputare sarà come una finale per recuperare posizione e morale”.
“Ritorno con molta gioia ad occuparmi da vicino della squadra”. Queste parole di Berlusconi sono un segnale positivo per il futuro del Milan?
“Come ho già avuto modo di dire una volta e come tutti sanno, Berlusconi è il Milan e il Milan è Silvio Berlusconi. La compagine rossonera potrà ricevere nient'altro che vantaggi, potendo disporre nuovamente di una presenza più costante del suo patron”.
Sono state anche smentite le notizie relative alla cessione del club. Ma, a suo parere, l'ingresso di nuovi soci non potrebbe giovare soprattutto in ottica mercato?
“Anche io penso che Berlusconi non abbia concretamente nessuna voglia di vendere il Milan. Ma, come già sostenuto in recenti commenti giornalistici, l'opportunità di potersi guardare intorno e di valutare l'ingresso di nuovi soci nel capitale AC Milan, attraverso la vendita di una percentuale di azioni di quest'ultimo, non dovrebbe assolutamente essere vista come un segno di indebolimento del Cavaliere. Anzi, tutt'altro: rappresenterebbe un consolidamento dell'azionariato e un rafforzamento della struttura societaria, in primis sul fattore mercato e poi anche in virtù di futuri obiettivi prestigiosi da raggiungere. Se poi i soci o eventuali nuovi partners provenissero da paesi oltreoceano, allora anche le linee di development del marketing rafforzerebbero il processo di internazionalizzazione del brand rossonero, con relativi incrementi del fatturato. Quindi, sostanzialmente, a mio modesto avviso, una partnership con forze nuove sarebbe molto positiva per il club di via Turati”.
Ma tutti i problemi dei rossoneri sono davvero riconducibili alla famosa 'spending review'?
“Ricordando che per 'spending review' si intende, a grandi linee, l'adottare una forma di processo socio-economico mirato ad un restyling più efficace dei costi, mantenendo sempre soddisfacente lo sviluppo dei propri servizi. Questa 'revisione della spesa pubblica' importa il know-how dal governo britannico, originario promotore di questo strumento risanatore, giusto per una piccola infarinatura a favore di chi sta leggendo. Devo in effetti ammettere che l'80% dei problemi del Milan vengano proprio da lì, anche perché la 'spending review' rossonera è stata pesante per gravi motivi che hanno collocato in standby la forza di investimenti in sede di calciomercato - vedasi sentenza Cir -, potenzialità non indifferente che nel corso degli anni ha permesso al Mian di diventare il club più titolato in assoluto. Poi capita che subentrino anche altri fattori psicologici che, in determinati momenti della stagione, vanno ad incidere sul gruppo”.
Barbara Berlusconi ha lanciato un appello al Parlamento: serve una legge sugli stadi. Qual è il tuo pensiero al riguardo?
“Sono assolutamente concorde. Sopratutto, ritengo serva chiarezza sul disegno di legge sugli stadi rimasto fermo in Parlamento che, nell'ambito sportivo, rispetto alle nazioni europee 'legislativamente' organizzate ci identifica come terzo mondo”.


