Ragionare e non sbagliare
Matteo Calcagni
Una gara da dentro e fuori? Quasi... Ma questa sera, in Belgio, il Milan dovrà prima di tutto usare l'ingegno. D'altronde, come mostra la classifica, sarà l'Anderlecht a dover cercare a tutti i costi la vittoria: le chances di qualificazione agli ottavi, per la formazione biancomalva, passano quasi completamente per la sfida al Constant vanden Stock. Un pareggio non servirebbe granché agli uomini di van den Brom, sebbene resterebbe ancora spazio per l'aritmetica. Di certo i rossoneri non potranno giocare sulla difensiva, questo è chiaro: impostare la gara sul "non prenderle" sarebbe un mezzo autogol e, parallelamente, caricherebbe a mille le ambizioni di Biglia e compagni. Allo stesso tempo l'undici di Allegri non dovrà ripetere gli errori commessi nelle ultime partite.
Contro Lazio, Malaga (due volte), Palermo, Fiorentina e Napoli, i rossoneri sono sempre stati costretti ad inseguire, centrando la rimonta solo in due occasioni. Evitare di concedere gol "agevoli" agli avversari, in una partita di questo spessore, potrebbe fare la differenza ed incanalare la gara sui binari milanisti. Il tecnico toscano sarà dunque chiamato a scegliere la tattica giusta, riproponendo lo schieramento che ha mostrato più equilibrio in queste settimane. Il 4-3-3 del San Paolo, se togliamo le due reti su errori dei singoli, ha tenuto bene il campo senza concedere esagerati spazi agli avversari. Il dubbio dell'allenatore livornese sembra proprio il seguente: ritornare al più "fantasioso" 4-2-3-1 o rinfoltire la mediana e puntare su un sistema più solido? Ci sono quattro giocatori che, sostanzialmente, si stanno giocando due maglie per due moduli diversi: Nocerino e Boateng per il 4-3-3, Emanuelson e Bojan per il 4-2-3-1. Starà ad Allegri scegliere la combinazione giusta o trovarne una terza, possibilmente azzeccata.


