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Fra esperimenti e certezze: Ema e Boa tornano alle origini

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
mercoledì 21 novembre 2012, 19:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
21.11.2012 19:00Primo Piano
Federico Gaetano
Federico Gaetano

Sarà stata la visita del Presidente con la fiducia ribadita a chiare lettere, sarà grazie alla buona prestazione della squadra su un campo difficile come quello di Napoli, ma Massimiliano Allegri sembra aver trovato il coraggio di osare.
Gli esperimenti visti in settimana a Milanello parlano di scelte spregiudicate ed invocate da tempo dai tifosi più arditi, quelli che, come vorrebbe Berlusconi, si aspettano un diavolo offensivo ed orgoglioso. Kevin Prince Boateng da mezz’ala, ruolo naturale del tedesco-ghanese, ed Urby Emanuelson esterno basso a sinistra, questi gli “esperimenti” del tecnico livornese. Due elementi riportati alle loro origini, dopo aver fatto i trequartisti e le ali del tridente, con risultati più o meno convincenti, sembrerebbe che Allegri voglia provare ad arretrarne il raggio d’azione, per un Milan a propulsione offensiva.
Difficilmente li vedremo schierati in questa maniera già a Bruxelles fra poco, ma la sensazione è che nel prossimo futuro il loro destino sia quello, entrambi sull’asse mancino del 4-3-3 (unico modulo possibile con questi interpreti) a scambiarsi il pallone con Stephan El Shaarawy, per una fascia sinistra che si preannuncerebbe atomica.
Abbiamo aspettato a lungo questa decisione, la speranza è che, dopo quasi due anni a provare Emanuelson in tutte le posizioni possibili, l’olandese torni a fare l’esterno, posizione dove ha fatto benissimo in alcuni scampoli di partita in rossonero, grazie alla sua corsa ed alla qualità dei suoi cross.

A chi è perplesso dalle attitudini difensive del numero 28, si può rispondere che chi agisce in quel ruolo oggi, Kevin Constant, non è quello che si definirebbe esattamente un arcigno difensore.
Kevin Prince Boateng mezz’ala c’ha giocato per una carriera intera, lo ha fatto anche al Milan nelle sue prime apparizioni, salvo trovare una dimensione nuova da trequartista a causa di una serie d’infortuni e grazie alla splendida convivenza con un attaccante atipico come Zlatan Ibrahimovic. Le prestazioni espresse in questa stagione, però, lasciano intendere che alle spalle delle punte il lavoro del Boa sia molto più difficoltoso senza lo svedesone ad aprirgli praterie nelle difese avversarie. Riportarlo a fare legna, sfruttando la ritrovata abnegazione di un giocatore che, dopo le prime uscite piuttosto supponenti, nelle ultime sfide sembra essersi messo nuovamente a disposizione, potrebbe sancirne l’esplosione.
Sfruttare la velocità ed i cross tagliati di Emanuelson (finalmente con la possibilità di arrivare sul fondo giocando sulla fascia a lui più congeniale), la prepotenza fisica e la capacità d’inserimento di Boateng (che avrebbe più possibilità di trovare l’imbucata partendo qualche metro più indietro), il tutto alle spalle del nuovo leader El Shaarawy, capace di segnare a raffica, ma anche, e soprattutto, di coprire la fascia con sontuosi ripiegamenti difensivi. Esperimento da mettere in pratica, per un Milan che appare congeniato più per offendere che difendere, una squadra che può vincere solo facendo un gol in più dell’avversario e non incassandone uno in meno.

per Milannews.it

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