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Vittoria, qualificazione e...poco carattere

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
venerdì 23 novembre 2012, 08:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
23.11.2012 08:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Vittoria e qualificazione in Belgio, tre gol fatti, uno subito ed un tabellino che parla di un Milan superiore che si prende i tre punti e gli ottavi di Champions con l'autorità di chi vuole mantenere il blasone.
Leggendo i numeri della partita, limitandosi agli highlights ed al tabellino, non si può dire altrimenti di Milan-Anderlecht, si pensa ad una rinascita rossonera, ma per chi ha visto la partita (e non si lascia prendere da facili entusiasmi) la sensazione è tutt'altra. Questa volta non è il gioco, inteso come manovra, a preoccupare, perché quello migliora (seppur non alla velocità che si vorrebbe), i meccanismi tanto offensivi quanto difensivi sembrano essere via via meglio oleati, ma l'atteggiamento con cui questo Milan si approccia alle partite, perchè più di qualcosa manca a livello di carattere.
Ad un primo sguardo è facile notare come il diavolo regali il primo tempo agli avversari (è successo l'altra sera, ma anche con Udinese, Lazio, Palermo, Fiorentina e Napoli), ma l'impressione è che il timore accompagni il diavolo ogni qualvolta il risultato si trovi in bilico. In Belgio l'avversario prometteva bene, nel senso che il valore di Mbokani e compagni non è eccelso, pronti via l'allegra difesa belga ha concesso almeno due occasioni che il Milan ha sprecato dopo essersi trovato a tu per tu con Proto. La cosa sembrava poter dare fiducia ed invece il Milan pian piano si è ritirato nella propria metà campo, sprecando tanti palloni con la fretta della piccola che non vuole rischiare, lasciandosi schiacciare dalla manovra (non brillante se non nelle illuminazioni di Biglia) dell'Anderlecht.


La squadra di Allegri sapeva che a Bruxelles era fondamentale vincere, ma allo stesso tempo era cosciente che perdere avrebbe significato complicarsi in maniera decisiva la strada per gli ottavi, di fatto la tensione sembra aver bloccato le gambe di El Shaarawy e compagni.
Vero che all'inizio del secondo tempo l'atteggiamento è sembrato mutare, ma gran parte del merito va dato a quel gol arrivato nelle primissime battute della seconda frazione di gioco che ha svuotato un po' la mente dai cattivi pensieri. Ottima la scelta di Allegri di spingere la squadra a dare di più inserendo Pato al posto di uno stanco ed acciaccato Bojan, ripagato subito dal brasiliano che in contropiede si è conquistato il calcio di punizione (con tanto di espulsione) da cui è nata la splendida invenzione di Mexes che ha portato al raddoppio. Intelligente il livornese a dare continuità alla scelta di coraggio mettendo Emanuelson terzino sinistro al posto di Constant (finalmente diranno in molti), ma la squadra sembra non aver recepito il messaggio e, nonostante la superiorità numerica, si è fatta nuovamente schiacciare, subendo una rete (vero che Mexes era fermo per un problema fisico) ed evitando il pareggio solo grazie all'imprecisione degli avanti di Van den Brom. Ci ha pensato il solito lampo di El Shaarawy (molto più che un fattore in questo Milan) a rimettere le cose apposto, con quell'assist impeccabile per Pato che ha chiuso la partita, ma non sempre il Faraone può fare da solo (o quasi).
La speranza è che la fiducia acquisita ieri sappia aiutare a cambiare atteggiamento, perché la Juve è alle porte e concedere all'armata di Conte questo vantaggio non ci sembra cosa saggia, ad Allegri l'arduo compito di motivare i suoi e convincerli di poter giocare con un piglio diverso.

per Milannews.it

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