Il prossimo passo del Boa
Matteo Calcagni
Se a Napoli aveva mostrato incoraggianti segni di miglioramento, sia sul piano del sacrificio che su quello dell'incisività offensiva (un paio di assist mal sfruttati dai compagni), il Belgio c'è stato un piccolo passo indietro. Kevin-Prince Boateng deve adattarsi ad un ruolo che, oltre a non amare particolarmente, non ha mai interpretato in maniera continuativa: sull'esterno pensa più a rincorrere l'avversario (e questo è un bene) e meno ad attaccare la porta, una delle doti che l'ha fatto divenire idolo della tifoseria. A questo punto le soluzioni alternative potrebbero essere due. Tenendo conto che il ruolo del trequartista è "off-limits", mancando un apripiste che possa innescare l'incursore ghanese, le alternative sarebbero il centravanti o la mezz'ala. La prima è cara al Presidente Berlusconi e, in un certo senso, sfrutterebbe in zone calde le qualità offensive dell'ex Portsmouth.
La seconda invece pare la più attuabile, anche tenendo conto di come Boa sta interpretando la carica di esterno offensivo. Paradossalmente un interno di centrocampo riesce ad essere più presente in area nemica rispetto ad un esterno, vista la possibilità di inserirsi tra gli spazi innescati dagli attaccanti. Un esempio lampante è Antonio Nocerino che, nonostante sia ancora lontano dai fasti della scorsa stagione, al Constant vanden Stock si è proposto con regolarità fra le maglie avversarie. Anche difensivamente il compito del numero 10 non cambierebbe drasticamente, servirebbe soltanto maggiore attenzione sui ripiegamenti e sul posizionamento. Tutto ciò permetterebbe di far riposare a turno uno dei centrocampisti, aumentando il ventaglio delle opzioni di Massimiliano Allegri, decisamente limitato per quanto riguarda la mediana.


