Dalle stalle alle stelle
Matteo Calcagni
Si è preso le critiche, giustificate e uniformi, dopo i sesquipedali errori contro la Fiorentina. Poi, come per magia, ha cambiato passo. Difficile capire cosa sia scattato nella testa di Philippe Mexes dopo la sconfitta contro l'undici toscano: fatto sta che, a partire dalla trasferta del San Paolo, il mondo rossonero ha finalmente ammirato le vere qualità del nativo di Tolosa. Il transalpino ha ritrovato consapevolezza, fiducia ed una dose di grinta gladiatoria che aveva fatto intrevedere solo a sprazzi nella scorsa stagione. Dopo la buona prova di Napoli, l'ex giallorosso si è superato con Anderlecht prima e Juventus poi, riscoprendo la pura e sopraffina arte del difendere. Nel mezzo c'è stata anche la splendida rovesciata al Constant vanden Stock, un guizzo che lascia ancora esterefatti a distanza di una settimana.
Chi ha il merito di tutto questo? Il giocatore non può non essere lodato per questa improvvisa impennata qualitativa, ma è l'allenatore a meritare gli elogi più sostanziosi. Alzi la mano chi, a seguito della debacle con i viola, non avrebbe spedito Mexes in panchina. Allegri non l'ha fatto, ma ha continuato a puntare sul francese senza ripensamenti di sorta. Risultato? Il talento ferito del biondo difensore è tornato prepotentemente a galla, proprio nel periodo più complicato, decisivo e delicato dell'intera stagione rossonera. Dalle stalle alle stelle.


