Da parametro zero a leader il passo è breve per il Caravaggio
Emiliano Cuppone
E’ arrivato in sordina il grande colpo del mercato rossonero, chi scrive lo ripete sin da luglio, ma in molti ne hanno dubitato. Riccardo Montolivo sta facendo ricredere uno dopo l’altro tutti coloro i quali guardavano al ragazzo di Caravaggio come un semplice ripiego, un giocatore poco più che discreto, non da Milan.
La fascia da capitano indossata nella sfida alla Juventus lascia intendere quanto a Milanello si fidino di lui, giocatore dal carisma importante prima che dalle doti tecniche evidenti. L’ha portata con onore il Caravaggio rossonero, ha giganteggiato alla sua maniera, come accade puntualmente ormai da mesi, preciso in chiusura, sempre ben posizionato e capace di rilanciare l’azione con velocità e lucidità.
Stupisce la capacità di questo ragazzo di danzare sul pallone, novello Nureyev, Montolivo ha annichilito ogni tentativo di pressing bianconero con la leggiadria e la personalità del campione navigato. Una scoperta continua Montolivo, capace d’impressionare tutti a più riprese a suon di prestazioni eccezionali, decisamente sopra la media, arrivato a parametro zero, il suo valore sembra crescere di partita in partita.
Sceso in campo al cospetto di Andrea Pirlo, nel ruolo che fu del bresciano (seppur decentrato sulla destra), Montolivo ha stravinto il confronto con il numero 21 bianconero. Da un lato Pirlo provava, senza riuscirci, a divincolarsi dalla morsa del duo Boateng-Nocerino, bravissimi a limitarlo, e cercava d’imbastire una manovra bianconera apparsa piuttosto farraginosa. Dall’altro lato Montolivo copriva la sua zona di campo con il fare del cagnaccio della mediana, aiutava De Sciglio nel contenere l’irrestistibile Asamoah di questi tempi, poi saliva in cattedra e guidava l’assalto rossonero alla porta di Buffon (il contropiede che ha portato al rigore ne è l’esempio).
Completo, convincente, carismatico e talentuoso, Riccardo Montolivo rappresenta il presente ed il futuro di questo nuovo Milan. Ancora piuttosto giovane a dispetto di una carriera lunga (gli anni sono 27), il ragazzo col numero 18 che guida la mediana rossonera è la sintesi della qualità che abbiamo cercato a lungo. Da lui riparte un diavolo privato dei suoi senatori, una squadra che a distanza di pochi mesi sembra aver già trovato nuovi leader, dai ragazzi terribili del ’92 (El Shaarawy e De Sciglio) a Riccardo Montolivo, Allegri sembra essere riuscito a creare nuove certezze, costruendo la squadra intorno a questo artista del centrocampo.


