Il piano della società: due anni per un nuovo ciclo vincente. L'insoddisfazione di Pato: la ricostruzione
Antonio Vitiello
Immaginate una sinusoide, curve che hanno alti e bassi proprio come la vita di una società. Non esiste squadra al mondo che può essere rappresentata da una linea retta, ci sono periodi positivi e negativi, di massimo splendore e di vacche magre. L'attuale è uno dei peggiori della storia rossonera eppure si sta cercando di reagire. La tradizione impone che un club come quello rossonero deve restare quasi sempre sulla cresta dell'onda ma ci sono problematiche contingenti che non permettono di esserlo. La crisi del calcio italiano sta portando ad un forte ridimensionamento dei maggiori club. Non solo il Milan ma anche l'Inter di Moratti (uno che di soldi ne ha sempre spesi) sta facendo i conti con il bilancio. E in quest'ottica di riduzione dei costi vanno interpretate le parole del presidente Berlusconi quando ha assicurato che per iniziare un nuovo ciclo servono almeno un paio d'anni. L'opera di restaurazione è iniziata a giugno quando sono partiti i giocatori dall'ingaggio pesante. I rossoneri vogliono costruire una squadra partendo dalle fondamenta affidandola ai giovani. Già nell'attuale Milan ci sono due classe '92 e un '90 come El Shaarawy, De Sciglio e Bojan, i primi due di proprietà e l'altro eventualmente da riscattare. Una base non indifferente su cui lavorare. A gennaio e giungo prossimo i giovani talenti verranno integrati e si lavorerà sempre su questa strada, per evitare soprattutto spese folli sia di cartellino che d'ingaggio. Il ds Ariedo Braida sta facendo il giro del mondo proprio per scovare giocatori sconosciuti che potrebbero diventare tra un paio d'anni da Milan, come è accaduto con De Sciglio e El Shaarawy. Sarà quindi fondamentale il lavoro di scouting e i fondi messi a disposizione per la rete di osservatori in tutto il mondo. L'obiettivo è arrivare prima degli altri su giocatori che tra qualche anno costeranno 100 volte il valore attuale.
Come avevamo anticipato lunedì pomeriggio, l'agente di Alexandre Pato ha rinviato ad oggi, massimo domani, il viaggio a Milano per incontrare la dirigenza in via Turati ed esporre con maggiore precisione il malumore del ragazzo. Pato vuole sentirsi al centro del progetto, dopo due anni di inferno in cui è stato praticamente affossato dagli infortuni, pensava quest'anno di tornare finalmente alla ribalta e approfittare della partenza di Ibra per diventare il fulcro dell'attacco. La scelta della maglia numero 9 ad inizio anno andava in questa direzione e l'auspicio del Papero era di consacrarsi definitivamente. Qualcosa però è andato storto, non è riuscito ad imporsi ed è finito tra le riserve. Il rigore fallito con la Fiorentina la sfuriata di Allegri durante l'intervallo con la viola e la sostituzione giustissima in seguito ad un primo tempo scandaloso lo hanno abbattuto psicologicamente. La mazzata definitiva è arrivata a Napoli quando ha fatto 90 minuti di panchina e si è visto scavalcare nelle gerarchie addirittura da Bojan e Niang, l'ultimo arrivato. Questa scelta proprio l'ha digerita ed è rimasto ancora piú scottato quando il tecnico gli ha comunicato che in Belgio non avrebbe iniziato dal primo minuto con l'Anderlecht, finendo ancora una volta a scaldare la panchina. Pato inoltre soffre la competizione con El Shaarawy che in questo inizio di stagione sta rubando la scena non solo al brasiliano ma a parecchi attaccanti europei. Tutto questo ha portato il 23enne a consultarsi con il suo agente e programmare un incontro con la dirigenza per mettere in chiaro alcuni punti. Il disagio non è economico, il mal di pancia non proviene da insoddisfazioni sotto l'aspetto contrattuale (percepisce uno degli stipendi più alti a Milanello) ma dal fatto di non essere considerato a dovere dal tecnico, in sostanza Pato vuole giocare di più. Ci sarebbe da disquisire anche su questo aspetto perchè se Pato è sempre infortunato come fa Allegri a schieralo? Con la Juve era nuovamente fermo ai box ed ora per Catania probabilmente non ci sarà perchè non ha ancora recuperato. Il giocatore da parte sua gode della fiducia del presidente Berlusconi e tanto basta per restare al Milan ed evitare di essere messo sul mercato a gennaio.


