Battuta la Juve, adesso viene il difficile
Emiliano Cuppone
La vittoria contro la Juventus, la più bella per intensità in stagione, è di quelle che caricano l’ambiente, che entusiasmano il pubblico (finalmente tornato numeroso e rumoroso a San Siro) e che rischiano d’illudere.
La sfida ai bianconeri, complicatissima sotto il profilo tecnico e tattico, era piuttosto semplice da preparare dal punto di vista caratteriale, quello delle motivazioni. E’ innegabile che la squadra di Allegri abbia dato qualcosa in più a livello mentale, gli uomini in campo erano maggiormente concentrati, stimolati dall’importanza di una rivalità storica e dalla voglia di battere la squadra più forte del torneo. Come se non bastasse, per molti degli interpreti in campo c’era da vendicare lo sgarbo della scorsa stagione in quella sfida che, secondo alcuni (quasi tutti sulla sponda rossonera a dir la verità), ha irreparabilmente condizionato l’epilogo del campionato.
Il difficile per Allegri e compagnia arriva venerdì sera, in Sicilia, al cospetto di una delle squadre meglio organizzate del campionato. Il Catania di Maran, evidentemente figlio di quello di Montella del quale replica modulo e stile di gioco, è compagine compatta che gioca a memoria ed esprime una manovra a dir poco piacevole. Il rendimento casalingo dei rossoazzurri è da grande squadra: 5 vittorie (anche l’ottima Lazio di Petkovic è caduta in terra catanese) , un pari (con il Napoli) ed un’unica sconfitta (del tutto immeritata e condizionata da episodi arbitrali) per mano della capolista Juventus che pure aveva sofferto,e non poco, al Massimino.
Il Milan, dal canto suo, cerca continuità ed il terzo risultato utile consecutivo, dopo l’ottimo pari in rimonta al San Paolo e la strabiliante vittoria contro la Juventus di Conte o Alessio, che dir si voglia. Non avrà vita facile Allegri che dovrà tenere testa all’imprevedibilità di un avversario che gioca palla a terra, cercando gli inserimenti, senza dare alcun punto di riferimento in attacco. Una formazione piena zeppa di qualità quella catanese (anche se dovrà fare a meno di Izco a quanto pare), cui non si può concedere nulla senza pagarne le conseguenze. Lo scorso anno, gol fantasma di Robinho (più un paio di fuorigioco inestisteni) a parte, la trasferta siciliana (precedente l'affascinante sfida del Camp Nou) fu fatale al diavolo che vi lasciò due punti fondamentali in chiave scudetto.
Starà al tecnico ed al suo staff riuscire a gestire l’entusiasmo derivante dalla vittoria di domenica scorsa, incanalandolo nella retta via, senza lasciare che si trasformi in euforia e supponenza che questo Milan non può proprio permettersi. Battuta la Juve, il difficile viene proprio adesso, con una squadra che avrà i riflettori puntati addosso e dovrà provare, per forza di cose, la rincorsa alle piazze d’onore della classifica, costretta ad inanellare una serie di risultati importanti per tornare a sperare, per ritrovare l’affetto di una piazza che da domenica sera è decisamente più vicina.


