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ESCLUSIVA MN - Chiarugi: "Montolivo meritava fiducia a Firenze, ora è simbolo della rinascita Milan con El Shaarawy. Pato, il problema è mentale"

autore
Gaetano Mocciaro
per Milannews.it
giovedì 29 novembre 2012, 12:00Esclusive MN
autore Gaetano Mocciaro
29.11.2012 12:00Esclusive MN
Daniele Mascolo/Photoviews
Daniele Mascolo/Photoviews

L'ex Milan Luciano Chiarugi, bomber degli anni '70, segue ancora con attenzione le vicende rossonere e ci dice la sua. In esclusiva per MilanNews.it.

Luciano Chiarugi, milanista dal 1972 al 1976. Che anni sono stati i suoi?

“Non li dimenticherò mai, al Milan ho avuto una consacrazione internazionale e soprattutto grazie al Milan mi sono ripreso dopo che ero in condizioni fisiche precarie. Grazie anche allo staff e a Nereo Rocco. Ricordo il primo anno in cui vincemmo Coppa Italia e Coppa delle Coppe e per un pelo non vincemmo anche il campionato, che sarebbe stato quello della stella. Un vero peccato”.

Segue ancora il Milan?

“Certo e sono convinto che Berlusconi prenderà in mano la situazione adesso. Fra le altre cose il presidente ha una bellissima competenza, è un ottimo intenditore. L’inizio è stato difficile ma è chiaro che quando si cambiano 8-9 giocatore non è facile ripartire e ottenere risultati. La Società e Allegri hanno fatto un passo coraggioso e mi sembra che in questo scorcio sia tornato un Milan che crede nei propri mezzi. Sarà una combinazione, ma da quando Berlusconi è tornato a interessarsi la squadra è risorta”.

Lei parla di Berlusconi il cui ritorno ha fatto bene. Ma davvero può influire tanto la presenza del presidente

“Certo, perché se il giocatore vede che la società è assente o non ha grande interesse di investire è un conto, ma se vedi il Cavaliere vicino e magari con progetti nuovi anche il morale ne guadagna”.

Lei è arrivato a Milano dalla Fiorentina. Come Montolivo. Come giudica le prestazioni del centrocampista?

“Io a Firenze l’ho sempre difeso, ci ho sempre creduto. Quando si creano situazioni non dovute da lui ma da una situazione societaria che non dà stimoli, c’è poco da fare. Montolivo chiedeva solo chiarezza, fiducia. La Fiorentina ha cominciato a dire che non era un professionista. Io vedevo invece sempre il suo impegno, la sua voglia di migliorare nonostante sapesse già che sarebbe andato al Milan. Quello che sta facendo in rossonero non mi stupisce e dico che ha anche margini di miglioramento”.

La stella in questa rinascita si chiama Stephan El Shaarawy

“Sembra possa fare tutto. L’ho visto domenica correre come un disperato ed è uno che segna tanto. La ripresa del Milan è merito prima di tutto suo e poi anche di Montolivo. Uno così è intoccabile”.

Dall’altra parte Pazzini gioca poco e Pato è scontento

“Con questo El Shaarawy è da vedere che spazio può trovare Pazzini, Allegri dovrebbe trovare un modo per farli coesistere. Non dimentichiamoci che c’è anche Robinho. Su Pato mi viene da pensare che sia demotivato o estremamente preoccupato di farsi male e quando hai in testa ciò non hai nemmeno la gioia di divertirti. Se scendi in campo con la paura di farsi male condiziona sé stesso”.

Per chiudere: era meglio il calcio ai suoi tempi o in questi?

“Il livello del campionato è sceso da qualche anno. Ai tempi miei e fino a quelli di van Basten c’era un livello altissimo, squadre di grande spessore tecnico. Il calcio prima era certamente più lento, ma più tecnico. Ovvio che andando ad alta velocità qualcosa la devi lasciare a casa”.

per Milannews.it

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