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Quando un presidente salva una squadra

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
venerdì 30 novembre 2012, 12:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
30.11.2012 12:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

Terza visita pastorale di Silvio Berlusconi a Milanello. Ormai il presidente rossonero sembra averci ripreso gusto nel tornare a visitare la squadra prima delle partite. E gli effetti, a dire il vero, sembrano essere stati terapeutici. Senza voler scadere in facili ironie della satira, che spesso hanno affibbiato a Berlusconi presunti poteri taumaturgici, la presenza del numero uno di via Turati in quel del centro sportivo rossonero ha portato la giusta scossa a una squadra che dopo la partita con la Fiorentina sembrava essere finita oltre il baratro. Anzi, diciamolo pure, era in caduta libera e probabilmente ha anche toccato il fondo. Da li però Berlusconi ha capito che questo Milan, il suo Milan, aveva ancora bisogno di lui. Prima il dietrofront dalle parole di villa Gernetto dove aveva annunciato che non aveva tempo di occuparsi del club rossonero, poi il ritorno sui suoi passi anche su pressing asfissiante di Adriano Galliani. L’amministratore delegato milanista aveva capito tutto. Aveva capito che la squadra non stava più con l’allenatore che nella notte dopo la Fiorentina ha sentito seriamente, e per la prima volta da quando è al Milan, la sua panchina scivolargli da sotto le terga. Il colloquio con il Presidente, tornato da Malindi proprio la sera della debacle con i viola, ha dato il via alla rinascita alla vigilia di un trittico da paura con Napoli, Anderlecht e Juventus. “Se facciamo un punto in tre partite è tanta roba” bisbigliavano dallo spogliatoio dopo le tre sberle prese dalla Fiorentina. Poi però qualcosa è cambiato. La presenza di Berlusconi prima del Napoli ha dato la carica che mancava a un gruppo che conta i suoi leader sulle dita di una mano.

La rimonta con i partenopei, la vittoria di Bruxelles e qui, dopo la trasferta belga, la seconda visita di Berlusconi in vista della Juventus. Altra infusione di fiducia e altro risultato pieno. Tac, direbbe Renato Pozzetto. Il fattore B esiste davvero. Per ora solo -  si fa per dire – sul campo, a gennaio magari anche sul mercato ma una cosa sembra chiara ed evidente: senza l’intervento di Berlusconi, il Milan sarebbe ancora in alto mare. Non che la nave sia lontana dalla cattiva corrente, ma almeno fuori dall’occhio del ciclone che sembra essersi spostato sull’altra parte del naviglio. Siccome Adriano Galliani lo conosciamo, sappiamo che la scaramanzia fa parte del suo essere e così ha chiesto al presidente di recarsi nuovamente a Milanello prima della delicata trasferta di Catania. Detto, richiesto, fatto. Questa volta senza parlare ai giornalisti (lo ha fatto in maniera esaustiva nella notte post Milan-Juventus) ma dando ancora una volta la sua impronta. Già prima del match con i bianconeri è stato lui a decidere di dare la fascia di capitano a Montolivo e anche prima della partenza della squadra per la Sicilia ha voluto l’ex viola al suo fianco. Come faceva con Baresi. Come faceva il “vecchio” presidente Berlusconi.

per Milannews.it

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