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Catania: grave Barrientos, decide l'Ibra di Savona. Pirlo, il pallone d'oro lo meritava nel 2006. Inter-Sneijder: un confine sottile. Inter, ogni punto di vantaggio vale 8 milioni

autore
Mauro Suma
per Milannews.it
sabato 1 dicembre 2012, 00:00Editoriale
autore Mauro Suma
01.12.2012 00:00Editoriale

Spiace per il Catania. Il primo gol di El Shaarawy era in fuorigioco e il ricordo di Catania-Juventus moltiplica l'amarezza dei rossazzurri. Il Catania però paga il momento psicologico di sbandamento di Barrientos che nei giorni scorsi aveva annunciato su twitter di voler andare via. E' il doppio giallo, su cui c'è poco da dire, al fantasista del Catania il giro di boa della partita. La sensazione è che in undici contro i dieci catanesi già menomati dalle assenze e da un Bergessio senza i 90 minuti, il Milan avrebbe vinto lo stesso (non sto scimmiottando nessuno giuro, lo dico e lo penso con rispetto) anche con l'annullamento della rete del pareggio. Non è stato un buonissimo Milan: troppo pulito e compassato sul calcio d'angolo del gol di Legrottaglie, abbastanza involuto per tutto il primo tempo. Ma il vento è cambiato e lo si vede nella ripresa. Con tutte le occasioni create, il 3-1 sta perfino stretto alla squadra di Allegri che, senza la ricaduta contro la Fiorentina, sarebbe a nove risultati utili consecutivi in partite ufficiali. Se Barrientos già ammonito denota una fragilità emotiva grave, la saldezza di Stephan El Shaarawy è la forza del Milan. Regolare, sobrio, continuo. L'Ibra di Savona è salito a quota 18 gol in stagione e il mese di Natale non è ancora iniziato: a 12 gol in Serie A è saldissimamente capo-cannoniere, 2 reti in Champions, 1 in Nazionale A e 3 nell'Under 21. Conoscendolo, ha già voglia di segnare anche in coppa Italia!

Nel 2006 Andrea Pirlo, dopo aver fatto 88 punti in Serie A con il Milan e dopo aver eliminato in Champions League il Bayern del miglior Ballack e il miglior Lione della storia raggiungendo la Semifinale di Champions League, venne eletto migliore giocatore della Finale e della Semifinale del Mondiale, rispettivamente contro Francia e Germania. Ma tutto questo passò sostanzialmente sotto silenzio e nessuno dei media italiani lo "portava" per il Pallone d'oro. Al contrario erano tutti per Gigi Buffon e soprattutto per Fabio Cannavaro, un buonissimo giocatore quest'ultimo la cui vittoria, simbolo di un collettivo più che di straordinarie qualità individuali, non ha forse interpretato nel senso più autentico il valore del Pallone d'oro. Il tarlo per molti appassionati di calcio è proprio questo: ma perché?! Perche' a nessuno prima di quest'anno, è mai passato per la mente di considerare Pirlo quale candidato al Pallone d'oro, eppure nel Milan ha vinto tutto quello che si poteva vincere e non di meno con la Nazionale Italiana. Purtroppo per tutti questi palati fini è scattata la beatificazione per Pirlo, solo dopo aver vinto solo uno scudetto a Torino. Ecco allora che il dubbio non solo sorge, ma si rafforza e si ramifica. Una sola attenuante: nel Milan dal 2001 al 2011 e nella Nazionale del 2006, Pirlo giocava con tanti campioni ed era forse più problematico dare nell'occhio, cosicchè in molti non sono riusciti ad accorgersi di lui. Mentre nella Juventus 2011-2012 i top player alla Kakà, alla Shevchenko e alla Totti, con tutto il rispetto,  non sono poi così tanti e allora l'ex rossonero è riuscito finalmente a brillare di luce propria, una luce sola, più nitida, non intrappolata in mezzo alle altre. Può essere, ma resta debole come idea e anche come giustificazione. Il fatto è che Pirlo si è scelto di scoprirlo durante l'Europeo del 2012, negandone il passato. Ai Mondiali del 2006 invece nessuno si è accorto delle sue enormi prestazioni ed evidentemente chi c'era, se c'era, dormiva.

E' un confine sottilissimo, quasi impercettibile, quello fra le ragioni dell'Inter come azienda e quelle di Sneijder come atleta-collaboratore-dipendente. Intanto i luoghi comuni. Contro l'Inter c'è né uno, un classico: nessuno ha messo una pistola alla tempia dei dirigenti nerazzurri al momento di firmare quel contratto. Contro Sneijder eccone un altro: ma con tutto quello che prende, trova il modo di fare la vittima? Uscirne non è semplice. E' legittimo che l'Inter, per le mutate condizioni del mercato e per innegabili difficoltà economiche, chieda ad un proprio atleta di rinegoziare un contratto onerosissimo. E' altrettanto legittimo che il giocatore risponda picche e si appelli al rispetto del contratto. Entrambe le posizioni hanno senso e stanno in piedi. Da sempre però le aziende sono meno garantite rispetto al singolo, e devono tenerne conto. Le aziende vengono comunemente percepite come un potere, come un colosso rispetto al singolo in carne ed ossa. Ecco perché, forse, tutto doveva e poteva avvenire con Sneijder in campo. Lui gioca, anche perché l'Inter di questo periodo me ha bisogno, e intanto si discute. Ben venga la dialettica delle parole e delle posizioni, ma intanto si va in campo visto che il giocatore sta bene e l'infortunio è alle spalle.

Finita la statistica dei derby del Settore Giovanile dopo che il Milan ne ha vinti 2 nelle ultime settimane e pareggiati molti altri compreso quello della Primavera con il rigorino del 92', ecco quella della Champions League. Chi, negli ultimi 26 anni, ha totalizzato 2 piazzamenti fra le 4 migliori squadre d'Europa, fa le pulci a chi nello stesso periodo ne ha messi insieme 9, più del quadruplo. Robb de matt. Già che ci siamo, però, vale la pena ricordare che, prima del calcio d'inizio della 15' giornata di Campionato, l'Inter vanta 10 punti di vantaggio sul Milan. Il bilancio nerazzurro sconta però un passivo di 77 milioni di euro, mentre quello rossonero si avvia sostanzialmente a chiudere in pari, a zero. Quindi: ogni punto di vantaggio dell'Inter sul Milan costa 7,7 milioni di euro, quasi 8. Insomma è tanto in tempi di crisi, una enormità. Della quale forse varrebbe la pena parlare, senza farsi ossessionare da questioni di dna che, oggi come oggi, non possono che passare in secondo piano rispetto alle questioni di money.

per Milannews.it

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