L'ennesimo viaggio di Braida in Olanda: i nomi osservati. La promessa a van Bommel e il consiglio dell'ex rossonero. Bloccato il portiere del futuro. Un Pazzo mal di pancia? Oggi arrivano i cinesi: le utlime
Pietro Mazzara
Il vento in casa Milan sembra essere cambiato. Il campo inizia a dare i suoi frutti con una striscia di quattro risultati utili consecutivi, che hanno permesso ai rossoneri di uscire dalle sabbie mobili della colonna di destra della classifica e di passare il turno di Champions League. Finalmente, verrebbe da dire. Che il tutto sia coinciso con il ritorno a quasi pieno regime di Silvio Berlusconi sembra essere un caso. Oppure no. Sicuramente il fatto che il presidente abbia ripreso in mano le redini del club, recandosi settimanalmente a Milanello, ha aiutato tutto l’ambiente a trarre nuovi stimoli e a rialzarsi da una situazione che non era più sostenibile. Se poi hai in casa un giocatore che studia da fenomeno e che esplode nel momento del bisogno, allora le cose diventano ancora più facili. Stephan El Shaarawy è l’oro del Milan. Se si pensa che l’anno scorso, di questi tempi, si criticava la scelta del Milan di sacrificare Merkel per il faraone (con un’operazione strepitosa di Galliani anche a livello di bilancio), oggi molti di quelli sono saliti sul carro di chi, invece, lo ha aspettato con pazienza. Ma per un attaccante che gioca, corre, segna ed è diventato l’idolo dei tifosi, ce n’è un altro che inizia a dare i primi segnali di malumore.
Si tratta di Giampaolo Pazzini. Il bomber di Pescia, arrivato in estate con il ruolo di centravanti principe sul quale si sarebbe dovuto costruire il gioco offensivo rossonero, non sta trovando spazio. Eppure, dati alla mano, il Pazzo è il secondo miglior marcatore del Milan in stagione con 5 gol ma il nuovo modulo varato da Allegri, con Boateng falso centravanti e con due attaccanti rapidi ai lati, sembra aver tagliato l’ex Inter da ogni tipologia di schema. Eppure il 4-3-3 potrebbe essere l’ideale per lui, soprattutto adesso che di cross dentro all’area di rigore ne arrivano con una certa quantità (e anche qualità). Vedremo se domani, contro lo Zenit, toccherà a lui provare a prendere al volo una chance che risulterebbe importante anche per il suo futuro. Lo scambio con Matri non è fattibile anche perché il Pazzo, in quel di Torino, non è che abbia tutti questi estimatori.
Mentre il Milan ragiona partita dopo partita, Ariedo Braida viaggia in continuazione. Dal Sud America è tornato con una serie di relazioni importanti, soprattutto su Rafael del Santos. Il portiere brasiliano, gestito in Italia da Dario e Gaetano Paolillo, è il profilo individuato dal DS rossonero per il futuro della porta. Essendo comunitario, potrebbe sbarcare a Milanello già a gennaio. L’operazione potrebbe essere chiusa questo inverno e poi ultimata, con il trasferimento, in estate quando Christian Abbiati dovrebbe salutare la compagine rossonera dopo quasi 15 anni di carriera tra i pali. Dicevamo di Braida che è tornato a viaggiare. Nel week end appena concluso, il braccio destro di Galliani è stato in Olanda per assistere ad Ajax-PSV Eindhoven. Un’occasione per riguardare da vicino talenti under 23 (discriminante precisa) che già aveva visionato in tempi recenti. Dal terzino van Rhijn al centrocampista Siem de Jong fino ad arrivare all’ormai noto Kevin Strootman. Braida si è intrattenuto, nel post partita, anche con Mark van Bommel. Una chiacchierata informale dove il capitano del PSV ha ribadito come l’eventuale acquisto di Strootman sarebbe un grande investimento per il Milan. Braida ne è consapevole e non è da escludere che nelle prossime settimane vengano riallacciati i rapporti con la dirigenza del PSV. A van Bommel, inoltre, è stata ribadita la totale disponibilità da parte del Milan di riabbracciarlo, nelle vesti di allenatore delle giovanili o di membro di uno staff tecnico, quando deciderà di appendere le scarpe al chiodo.
A proposito di investimenti, oggi è il giorno dell’arrivo a Milano del presidente del Guangzhou Evergrande, Liu Yongzhuo. Un approdo importante, quello del magnate cinese, che dovrebbe incontrare il management milanista ed essere in tribuna domani sera ad assistere a Milan-Zenit San Pietroburgo. Una visita paventata da tempo che potrebbe rappresentare il via ufficiale a una trattativa per creare una partnership commerciale (e non solo quella) tra le due parti. Silvio Berlusconi, in quel di Milanello, a domanda specifica rispose dicendo che non c’è alcuna trattativa per la cessione di pacchetti azionari del Milan a nessuna cordata straniera ma che le porte sono aperte a eventuali partner/sponsor che vogliano investire in maniera importante nel club e nel suo marchio. I contatti sono stati avviati e i benefici per il club rossonero sarebbero molteplici, soprattutto in un’ottica di local sponsor. Prima della “Sponsor night” di San Siro, c'è stato un summit tra Adriano Galliani e i vertici del marketing e delle vendite del Milan, da dove è nata l’idea di esportare il brand Milan. E sempre Galliani, sempre parlando si accordi, parlò di “un qualcosa di importante a livello internazionale che si stava sviluppando”. Perché il bilancio ha bisogno di nuova linfa. E l’Asia può essere una valida alternativa in attesa degli sviluppi di casa Mediaset dove gli arabi del fondo sovrano del Qatar sembrano essere molto vicini.


