SuperMario non sarà un sogno, ma neanche una priorità
Emiliano Cuppone
Le parole di Silvio Berlusconi su Mario Balotelli (a dir la verità piuttosto criptiche ed aperte a molteplici interpretazioni) hanno dato il via il tam tam mediatico. L’ex nerazzurro è accostato al Milan ormai da anni, stante la sua dichiarata fede rossonera, ma tenuto a debita distanza dal diavolo dalle continue rassicurazioni del suo procuratore, tale Mino Raiola, che non smette di ribadire che il ragazzo resterà a Manchester almeno fino a scadenza.
Il rapporto con Roberto Mancini sembra ormai logoro, il tecnico di Jesi non perde occasione per mandarlo in tribuna, si limita a concedergli qualche scampolo di partita quando lo convoca per la panchina, ma di maglia da titolare nell’ultimo periodo non sembra proprio potersene parlare. L’eliminazione dalle competizioni europee limiterà ancora di più lo spazio per SuperMario, visto un parco attaccanti che può contare su Aguero, Dzeko, Tevez e Silva, tutti in posizione più avanzata nella griglia di partenza di Mancini.
La risposta di Berlusconi, quel “non è un sogno”, abbinata all’attestato di stima che il presidente aveva rilasciato nella sua prima visita stagionale a Milanello, secondo molti (non per lo scrivente) ha aperto la strada ad una trattativa già in gennaio.
Al di là che questa “dichiarazione” non sembra chiarissima, anche perché non accompagnata dal sorriso che il numero uno di via Turati è solito utilizzare quando vuol lasciare intendere qualcosa di affascinante, potendo ben significare il contrario, cioè che il diavolo non sogna neanche Balotelli. Cosa ancora più importante è il peso che il bomber potrebbe avere nell’economia del mercato rossonero.
Se c’è un reparto in cui il Milan non sembra essere scoperto è proprio quello offensivo, dove può contare su sei punte di ruolo (El Shaarawy, Bojan, Robinho, Pato, Niang e Pazzini), più due giocatori offensivi che vengono schierati nel tridente (Boateng ed Emenuelson). Qualche carenza in più, magari, vi è in mediana, dove non esiste una valida alternativa a Montolivo, dove Nocerino non rappresenta esattamente il prototipo di mezz’ala da Milan. Per non parlare di quanto potrebbe essere utile al diavolo un centrale difensivo di spessore, visto che le carenze più evidenti sono proprio nella linea arretrata, con un Milan che, per stessa ammissione di Allegri, ha incassato troppe reti (20 in 21 partite disputate secondo le stime del livornese). Ultima, ma non per importanza, la questione portiere, con l’affidabilità del trio Abbiati-Amelia-Gabriel che non entusiasma affatto.
Di tutte queste carenze (nonché del diritto di prelazione dell’Inter sul giocatore), stando ai lanci di questa mattina, il diavolo se ne infischierebbe, andando ad impiegare le non faraoniche possibilità d’investimento sul mercato per una punta che, almeno allo stato attuale, non sembra essere necessaria. Nessuno mette in dubbio Balotelli ed il suo valore, ma, salvo partenze eccezionali che al momento sembrano piuttosto lontane, il suo arrivo non sembra vitale, almeno non adesso, in un momento in cui le priorità sono altre.


