La partita delle seconde linee: promossi e rimandati
Vincenzo Vasta
La sconfitta rimediata ieri nell’ultima partita del girone di Champions League non ha avuto un impatto negativo per diversi motivi: primo tra tutti la poca importanza del match ai fini della classifica, visto il già certo passaggio del turno come seconda del girone. Un altro fattore importante da sottolineare però, è quello che riguarda la prestazione della squadra, l’elemento che interessa di più ad ogni allenatore. Nonostante il risultato finale infatti, Massimiliano Allegri può dirsi soddisfatto dei suoi giocatori sia dal punto di vista dell’approccio mentale che, soprattutto, per quello tecnico-tattico. Una formazione ampiamente rimaneggiata e priva di alcuni punti cardine come Mexes, Montolivo ed El Shaarawy, ha gestito la partita in modo impeccabile, peccando solo negli ultimi metri quando si è sbagliato sistematicamente l’ultimo passaggio. I protagonisti del Milan di ieri, sono stati quelle che, forse impropriamente, vengono chiamate le “seconde linee”.
In effetti, i vari Acerbi, Mesbah, Flamini e Pazzini hanno fino ad ora giocato molto poco. Il tecnico rossonero può dirsi generalmente soddisfatto della prova generale ma è indiscutibile che alcuni di questi hanno “steccato” la possibilità concessa. Mesbah ad esempio, soprattutto a causa di un periodo di inattività prolungato ha reso sotto la sufficienza, soffrendo in fase difensiva; lo stesso Flamini, seppur encomiabile per impegno e corsa, è risultato un po’ pasticcione nei momenti decisivi; medesimo discorso vale per Bojan che aveva iniziato decisamente bene nei primi minuti, salvo poi imbottigliarsi nel traffico russo senza riuscire a fornire assist ai compagni o spunti degni della sua qualità. Un plauso particolare invece, va alla coppia Zapata-Acerbi che, nonostante qualche pecca sul gol subito e lo scarso minutaggio nella gambe, si è dimostrata all’altezza della maglia rossonera. Allegri non può contare di certo su tantissimi uomini di livello, ma pescando al momento giusto potrà ritrovare delle valide alternative anche nei calciatori meno utilizzati.


